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Nello scorso articolo abbiamo parlato di Employer Branding, e abbiamo visto quanto questo approccio marketing alle Risorse Umane sia importante sia dal punto di vista delle aziende sia per i dipendenti delle stesse (se vuoi puoi leggere l’articolo qui).

Oggi invece prenderemo in considerazione l’altra faccia della medaglia, ovvero il concetto di Personal Branding, che vede al centro del mercato del lavoro persone che creano contenuti e diffondono la propria esperienza umana e la propria storia al fine di creare valore. Che tu abbia un’azienda, oppure stia cercando lavoro, non puoi non sapere cosa sia il Personal Branding e come svilupparlo, dunque non perdiamo altro tempo e cominciamo!

Cosa è il Personal Branding?

Prima di dare una definizione formale e precisa di cosa s’intenda con il termine Personal Branding, proviamo innanzitutto a ragionare sulle parole che compongono questa espressione.

Il Branding è il processo marketing che permette di diffondere la notorietà di un brand, ovvero del marchio di un prodotto o di una linea di prodotti, Personal si riferisce a qualcosa che risulta proprio e caratteristico di una persona. Da questa analisi dunque potremmo concludere che il Personal Branding non è altro che l’attività che permette di diffondere la notorietà del proprio brand personale.

personal branding

Il Personal Branding ha però a che fare con concetti molto più profondi, che riguardano la reputazione personale, la percezione che gli altri hanno di te e la fiducia: secondo il celebre Jeff Bezos “Il Personal Branding è ciò che gli altri dicono di te quando tu non sei nella stanza”.

L’idea di Personal Branding è nata nel momento in cui ci si è resi conto che una persona da sola può accumulare più audience di un’intera organizzazione, basta pensare al fatto che Elon Musk su Twitter ha 74,2 milioni di follower, mentre Tesla ne ha 13,1 milioni (dati aggiornati a febbraio 2022).

Questo perchè i clienti non cercano più solo un prodotto, bensì cercano una storia, e avendo perso fiducia nelle corporazioni, cercano delle persone di cui fidarsi, con cui stabilire delle relazioni, e che non solo vendano loro un servizio, ma che le faccia stare bene, che le ispiri e permetta loro di identificarsi.

Per questo motivo mentre in passato le persone volevano diventare dei brand, ad oggi sono le organizzazioni che vogliono “diventare” persone, dunque investono sugli influencer, persone che sono state in grado di crearsi un network sui social, fatto di “clienti” che si fidano di loro.

Personal Branding: perchè è così importante?

Al giorno d’oggi è ormai chiaro che i Social Network non rappresentino unicamente un passatempo, o delle semplici piattaforme di aggregazione e condivisione di contenuti, ma sono dei veri e propri trampolini di lancio per chiunque voglia esprimere qualcosa e trasmettere un messaggio online.

I Social Network hanno un potere enorme, permettono di creare delle opportunità che forse altrimenti non ci capiterebbero, permettono di trasformare una passione in un lavoro e di costruire un proprio business che si basa sulla profonda relazione che si crea tra il “marchio” e i “clienti”, ma per farlo bisogna avere voglia di condividere la propria personalità ed essenza.

Questo mondo non è destinato solo a chi è già famoso, ma a chiunque voglia mettersi in gioco investendo su se stesso: potresti anche essere un barista, ma se i tuoi clienti si fidano di te, sei stimato perchè fai dei cocktail pazzeschi e diversi da chiunque altro, allora molto probabilmente sceglieranno di consumare nel bar in cui lavori, questo grazie al tuo brand personale.

Oltre al livello economico, il Personal Branding offre inoltre altri vantaggi basati sulla crescita personale: ad esempio chi sceglie di sviluppare il proprio brand online può riuscire a sconfiggere la timidezza, migliorare la capacità di esposizione, preoccuparsi di meno di ciò che la gente pensa, ma anche imparare cose nuove su se stessi e sperimentare diverse esperienze.

Probabilmente a questo punto ti starai chiedendo: “Ok, ho capito che cosa è il Personal Branding, e ritengo che effettivamente sia un concetto importante e utile per la mia crescita personale, ma come posso creare il mio brand?”.

Innanzitutto risponderò alle tre domande tipiche:

  • Come? Attraverso video, immagini, articoli, post, cartoni animati, video, podcast, business online.
  • Dove? Dipende dal format che proponi e dal pubblico che vuoi raggiungere (vuoi parlare di politica o rivolgerti ai bambini?).
  • Quando? Costruisci un piano editoriale (vedi il punto otto del paragrafo successivo).

Se hai bisogno di “istruzioni per l’uso” non dovrai fare altro che passare al prossimo paragrafo, ma ricorda che affinché arrivino dei risultati soddisfacenti, è essenziale dedicare a questo lavoro tanta costanza, impegno e dedizione.

Come creare il tuo Personal Branding in otto passi.

Come tutte le attività che portano a dei risultati importanti, prima di iniziare a intraprendere il processo di Personal Branding, bisogna studiare un piano d’azione, e anche in questo caso esistono delle fasi peculiari che possono aiutare al raggiungimento degli obiettivi.

Se sei interessato anche tu alla creazione del tuo Personal Branding, ti consiglio di metterti davanti ad un foglio bianco e seguire nell’ordine gli steps riportati qui sotto.

1. Chiediti chi sei.

E’ importante prendersi del tempo per riflettere sui propri punti di forza e le proprie debolezze, per capire chi siamo e quali esperienze di vita ci hanno portato ad essere quello che siamo attualmente, per ragionare sul modo in cui abbiamo superato determinati ostacoli e situazioni della vita.

Un modo per iniziare può essere prendendo carta e penna e annotando i pensieri che ci vengono in mente, cercando di mettere nero su bianco la nostra filosofia di vita, il tipo di percorso che abbiamo deciso di intraprendere fino ad oggi, la nostra visione sul futuro, i nostri valori e convinzioni sul mondo, la nostra storia di origine che da forza alla nostra identità, quello che ci piace fare nelle nostre giornate.

2. Ragiona su quello che hai da offrire.

Se non sai fare nulla, impara a fare qualcosa, se vuoi candidarti in un’azienda o vuoi aprire qualcosa di tuo, pensa alle tue abilità.

3. Colleziona elementi di credibilità a sostegno del tuo marchio.

Un buon modo può essere raccogliere certificazioni che abbiamo ricevuto nella nostra vita, testimonianze di amici e parenti se vogliamo concentrarci su una passione che portiamo avanti da tempo, clienti soddisfatti se possediamo già un’attività oppure anche la testimonianza di vecchi datori di lavoro che hanno un buon ricordo della nostra attività.

4. Analizza il mercato.

E’ importante studiare il mercato con tutte le sue regole, in modo da avere ben chiara la nostra audience, ovvero potenziali clienti o aziende che potrebbero essere interessate ad assumerci, ma anche e soprattutto i nostri concorrenti, ovvero coloro che vendono al nostro stesso pubblico.

5. Approfondisci l’offerta.

Metti in chiaro i punti chiave e i benefici di ciò che hai da offrire, sia esso un prodotto o un servizio, in termini di funzionalità, apporto emotivo e sociale.

A tal proposito ti farò un esempio, basato su un marchio molto conosciuto che è Barilla, maggior produttore di pasta in tutto il mondo.

  • La funzionalità è ovviamente chiara.
  • L’apporto emotivo è fortemente influenzato da slogan come “Dove c’è Barilla, c’è casa”, e da campagne pubblicitarie che con tenerezza ricostruiscono i cambiamenti della società e delle famiglie italiane.
  • Il contributo sociale lo troviamo invece in missioni legate alla salute e alla sostenibilità, accompagnate da slogan come “Buono per te, buono per il futuro”.

6. Trova la Reason Why.

Ricerca nel tuo prodotto o nel servizio che offri, ciò che la concorrenza non ha ma che il pubblico richiede.

7. Sviluppa la tua Identità Digitale.

Trova un modo che permetta di imprimere il ricordo del marchio: un modo potrebbe essere cercare un Tone of Voice che ti contraddistingue, creare un tuo logo o delle frasi tue, se fai video potresti aprire tutti i video allo stesso modo, oppure potresti lavorare su un tuo outfit personale.

8. Costruisci il tuo piano editoriale.

La pubblicazione dei tuoi contenuti non dovrebbe essere troppo sporadica ma neanche troppo complessa, altrimenti potresti finire per abbandonare la tua idea molto presto.

Adesso che hai chiare le otto fasi necessarie alla creazione del tuo Personal Branding, continua a leggere l’articolo per scoprire come farlo funzionare al meglio, cercando di evitare di commettere i tre errori più comuni che caratterizzano questo processo.

Quali sono i tre errori più comuni quando si parla di Personal Branding?

Quando si parla di Personal Branding, ci sono tre errori da cui bisogna assolutamente ripararsi, vediamo di cosa si tratta.

  • Non essere troppo generici. E’ molto importante scegliere un audience e non essere per chiunque, in quanto questo permette di creare una relazione più potente.
  • Non copiare i contenuti di altri. Cercando di essere simili al prossimo, si finisce per sopprimere la nostra identità.
  • Non essere impersonali. Se vogliamo imprimere il marchio, dobbiamo mettere la nostra esperienza e personalità nei nostri contenuti.

Personal Branding: cosa possiamo concludere?

Dopo questa trattazione sul Personal Branding, resta solamente una questione: si tratta di un’attività marketing che rappresenta una moda passeggera di questi tempi oppure aiuta davvero a crescere personalmente e creare valore?

A questo proposito, vorrei lasciare la parola a Talaya Waller, una donna che dopo essersi laureata e avere svolto i lavori più disparati, è riuscita a mettere su il proprio business e ad oggi è una Personal Branding Consultant. Il suo discorso mi ha colpita molto e attraverso le sue parole mi ha fatto riflettere sulla differenza tra business e Personal Branding.

Secondo te, qual è il futuro del Personal Branding? Quali profili professionali vorresti vedere più attivi sui Social Network? E tu, ritieni di avere un Personal Brand e vorresti iniziare a mettere su un piano d’azione? Siamo curiosi di sapere cosa ne pensi, ti aspettiamo sui nostri social!

About the author: Camilla, Blog Ambassador

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