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Ciao! Benvenuto/a o bentornato/a in un nuovo articolo del blog Thesis 4u! L’articolo di oggi sarà un po’ diverso dal solito perché invece che proporti il nostro solito format oggi leggerai un’intervista!

In questo articolo ti presentiamo l’intervista svolta a Michael Selwyn, giovane laureato presso l’Università di Scienze Applicate dell’Aia e originario del Regno Unito, motivo per cui l’intervista è stata condotta interamente in lingua inglese. 

Abbiamo trovato Michael su LinkedIn attraverso una veloce ricerca su “tesi in gig economy” ed è stato fin da subito disponibile per rispondere a qualche domanda riguardo il suo elaborato finale.

Il tema della tesi di Michael, intitolata The Gig Economy: Workers & Unions in the United Kingdom, è proprio la gig economy. Se sei un/a avido/a lettore/lettrice del nostro blog saprai già che abbiamo scritto un articolo approfondito su questa nuova economia, se ti interessa e vuoi saperne di più clicca qui per andare a leggerlo! 

Nel suo elaborato finale Michael si concentra però sui lavoratori di questa nuova economia, i giggers, e in particolare il ruolo ricoperto dai sindacati nel contesto britannico. Una svolta molto interessante per questo grande argomento, non credi?

Per capire meglio di cosa si tratta ti lasciamo l’abstract della sua tesi, così hai un breve riassunto dei contenuti che ti servirà per comprendere a pieno l’intervista!

“La gig economy è un tipo di economia relativamente nuova, ma in rapida crescita in tutto il mondo, specialmente tra la gioventù britannica. Una delle caratteristiche che la rende così interessante agli occhi dei giovani è il fatto che consente di seguire orari flessibili grazie al lavoro spesso individuale e organizzato su piattaforme online. 

La gig economy è apprezzata per la sua capacità di adattamento a ogni contesto e per la libertà che offre ai suoi dipendenti, così come alle compagnie che possono dunque assumere i loro lavoratori più facilmente e senza contratti estensivi. Però, nonostante i suoi vantaggi, la gig economy presenta anche una serie di vulnerabilità che toccano direttamente i suoi dipendenti.

Una delle prime preoccupazioni ad essere emersa riguarda l’instabilità delle entrate, la natura isolazionista di questo nuovo tipo di economia e in particolare la precarietà del lavoro.

A lungo termine preoccupano inoltre l’assenza di pensione, l’impossibilità di restare a casa per malattia e la difficoltà di crescita all’interno di questo settore economico. Inoltre, a costituire un’altra problematica sono le poche misure giuridiche a tutela dei lavoratori della gig economy.

Attualmente non ci sono norme che risolvano, anche parzialmente, questi problemi: la fragile struttura giuridica eretta intorno a questa nuova economia non fa altro che sottolineare la necessità di leggi generali a tutela dei lavoratori. Solitamente, in caso di problemi, un dipendente farebbe riferimento a un sindacato, purtroppo, a causa della natura atipica della gig economy, i suoi lavoratori vengono considerati come dei non-workers, dei non lavoratori, e dunque i sindacati tendono a non intervenire.

Alcuni gruppi sindacali di piccole dimensioni stanno facendo luce si questa problematica, grazie anche al numero di lavoratori che si mobilitano per dare più visibilità alle loro difficoltà.

Questa tesi mira ad esplorare la relazione tra i sindacati, le interazioni sociali e le vulnerabilità di questa nuova economia e come esse sono percepite dai lavoratori.”

Un approccio interessante per la sua tesi. Ma ora torniamo a noi con delle piccole pillole per rinfrescarti la memoria su cos’è la gig economy!

Come già detto nel nostro articolo su cos’è la gig economy e ripetuto anche da Michael nel suo abstract la gig economy è un sistema economico che si basa su un lavoro a chiamata, non fondato su un posto fisso e un contratto delineato. Si tratta di un lavoro a progetto che garantisce ai lavoratori una maggiore flessibilità di orari e la conciliazione con svariate attività ed impegni.

Le aziende, indipendentemente dal fatto che siano grandi o piccole, si stanno muovendo verso la creazione di proprie reti collaborative di lavoratori part-time per ridurre i costi, ottenere più lavoro ed espandere la loro rosa di talenti disponibili.

I lavoratori della gig economy, noti anche come gigger, sono coloro che lavorano in maniera flessibile con una o più compagnie. La gig economy comprende un’ampia serie di lavori e dunque i più svariati lavoratori tra i quali possiamo trovare artisti, liberi professionisti come grafici, copywriter e produttori musicali, partnership bilaterali.

Il problema, come elabora anche Michael Selwyn nella sua tesi, riguarda appunto la tutela di questi lavoratori: infatti, a differenza di chi è assunto con un contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato, i giggers non godono di tutele sindacali, ferie retribuite o assegni per malattia a casa di una mancanza di regolamentazione. Inoltre sono responsabili di adempiere personalmente agli obblighi fiscali.

gig economy

Adesso che conosci i concetti base andiamo subito a vedere la nostra intervista in cui Michael ci spiegherà non solo come si è approcciato al tema della gig economy ma anche come ha svolto la sua ricerca per concludere con un punto di vista personale scaturito dalla stesura della sua tesi!

L’intervista

Michael Selwyn è un laureando della The Hague University of Applied Sciences che attualmente lavora come Junior Lecturer, o assistente, nella facoltà di “International Public Management” all’interno dell’università presso cui ha studiato. Si è laureato nel 2021 con una tesi intitolata The Gig Economy: Workers & Unions in the United Kingdom, con l’obiettivo di osservare le pratiche dei giggers, i loro problemi e la presenza dei sindacati in questa relativamente nuova economia.

Gli abbiamo fatto alcune domande per comprendere meglio il processo di ricerca nascosto dietro la realizzazione di questa tesi e gli abbiamo inoltre posto una domanda più personale riguardo il suo approccio al tema e al futuro della gig economy e dei suoi lavoratori.

Perché hai scelto la gig economy come tema della tua tesi?

Ho deciso di trattare il tema della gig economy come tema della mia tesi perché lo sentivo particolarmente vicino a me. Prima di iscrivermi all’università ho svolto, a tempo pieno, una serie di Iavoretti precari e mal compensati. Nonostante ciò ho continuato a svolgerli, non perché volessi e mi piacesse ma perché ne avevo bisogno. 

Ho dunque scelto di informarmi di più sul tema della gig economy per migliorare le condizioni di che ha svolto, svolge o svolgerà questi lavoretti, proprio come ho fatto io. La mia tesi, e i consigli che ho inserito e che risultano da una ricerca estensiva, sono l’inizio del processo che ho deciso di intraprendere per dare sostegno a chi si trova in una situazione simile alla mia. Un processo che spero potrò continuare negli anni.

Potresti descrivere brevemente il processo di ricerca dei materiali? 

Dalla mia ricerca è emerso che è difficile interagire con i giggers in quanto non hanno un posto di lavoro fisso, spesso cambiano settore e soprattutto sono costituiti da membri che non appartengono ad un’unica categoria o sub-gruppo. Sono però estremamente attivi sui social media, soprattutto gli uni con gli altri, per discutere di problematiche comuni e possibili soluzioni.

Per questo motivo ho preparato un questionario che potesse darmi maggiori informazioni riguardo alle percezioni degli stessi lavoratori del proprio posto di lavoro e le condizioni in cui svolgono le loro attività. Il questionario era rivolto a un’ampia gamma di dipendenti così da ricevere informazioni dai più vari settori di questa nuova economia e mi ha permesso di ottenere riscontri di diverso genere.

Hai trovato il materiale necessario alla stesura della tua tesi online, in biblioteche o attraverso altre risorse?

La maggior parte delle fonti bibliografiche che ho trovato e utilizzato nella mia tesi sono state prese dal web, quindi attraverso banche dati online e la libreria digitale della mia università. Da queste ho estrapolato libri, articoli di giornali, riviste e anche singoli capitoli.

Un elemento molto importante che tengo sottolineare è che la ricerca è stata svolta da un punto di vista interdisciplinare con uno sguardo che non guardasse solo all’ambito economico ma anche a quello politico e giuridico in modo da poter riflettere nella tesi la natura composita e complessa della gig economy e delle sue condizioni di lavoro. Per questo motivo le fonti utilizzate sono state ricavate dalle risorse più svariate.

E infine un punto di vista personale riguardo il tema della tua tesi: secondo te ci sarà un cambiamento delle condizioni lavorative dei giggers? Se sì secondo te quali fattori sono necessari o fondamentali perché tale cambiamento possa avvenire?

Credo che già in molti paesi europei sia possibile notare un cambiamento positivo riguardo i diritti dei lavoratori della gig economy. Questa resta però un’economia relativamente nuova e inesplorata e pertanto l’apparato legislativo ha da poco iniziato ad avvicinarsi alla realtà lavorativa dei giggers e alle norme necessarie a tutelarli.

Nel mondo economico è emersa un’idea sempre più comune che questa industria sia destinata a una crescita esponenziale. Questo, combinato al fatto che i lavoratori non hanno diritto a una pensione, ferie pagate e malattia, potrebbe avere conseguenze disastrose se in un prossimo futuro non dovessero emergere normative a riguardo.

Nonostante ciò, osservando le azioni già prese da alcuni paesi europei, sono ottimista che i lavoratori della gig economy vedranno un miglioramento delle loro qualità di vita e di lavoro.

gig economy

Michael si merita i nostri ringraziamenti per la sua disponibilità e il suo prezioso contributo. Ogni testimonianza è ben accetta, soprattutto quando può aiutare altri studenti a trovare la loro via. Quando ci siamo parlati e gli ho proposto questa intervista è stato subito entusiasta che la sua esperienza potesse essere fonte di ispirazione per qualcuno ma potesse anche servire come pietra di paragone, per capire che non si è da soli.

In conclusione, grazie a questa intervista abbiamo potuto vedere e capire un po’ come funziona la mente di uno studente quando scrive la sua tesi e i processi che si nascondono nella ricerca del materiale necessario a supportare il proprio argomento.

Inoltre, attraverso l’ultima domanda dell’intervista, un po’ più personale delle altre, abbiamo avuto anche la prospettiva di Michael riguardo al tema, dunque il ruolo dei sindacati nella tutela dei cosiddetti gig economy workers, un’opinione che si è potuto costruire dopo aver fatto tante ricerche e parlato con esperti del tema.

Tu come ti saresti mosso/a se fossi stato/a al posto di Michael? Avresti cambiato qualcosa nel metodo di approccio o di ricerca? Ti piacerebbe svolgere un intervista come questa per scoprire meglio come si fa una tesi?

Ti è piaciuta questa intervista? Hai scoperto qualche cosa in più su questo tema importantissimo? Hai qualche esperienza o curiosità che vuoi condividere con noi? Faccelo sapere sui social!

Vuoi scoprire tanti altri temi interessanti? Torna sulla pagina principale del nostro blog dove avrai un’ampia gamma di articoli tra cui scegliere, tutti pronti per te e chi lo sa, magari trovi anche qualche spunto per la tua tesi di laurea!

Hai bisogno di più aiuto e consigli su come fare un questionario per la tesi? Sei bloccato/a? Thesis 4u Consulting è quì per te, andiamo avanti insieme! Prenota una prima consulenza gratuita tramite il nostro calendly!

About the sources:

https://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:RzZYIXrU15EJ:https://hbo-kennisbank.nl/resolve/haagsehogeschool/eyJ1IjogImh0dHBzOi8vc3VyZnNoYXJla2l0Lm5sL29iamVjdHN0b3JlL2M0MjUxN2I1LTY2Y2YtNGMzMy1hM2Q3LTMxNWE4MmI5NzBjOCIsICJoIjogImVjM2YyNzA5NDE0N2RiMWU4N2IwNjk1M2ZjYzgzNzY3NTA0M2E4NmMwNzQ0ODlkM2QzYzM4MGRhMzFkZmJlMzMifQ%3D%3D+&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it

https://thesisforyou.com/cose-la-gig-economy-leconomia-dei-lavoretti/

http://www.euroguidance.it/capire-la-gig-economy-non-e-facile-pro-e-contro/

About the author: Giulia, Thesis 4u Intern

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