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Ciao! Benvenuto/a in un nuovo articolo di Thesis 4u. Questo sarà un articolo nuovo e particolare, in quanto non ti parleremo, come sempre, di un argomento tesi, ma ti illustreremo una vera e propria testimonianza: vi presentiamo “Il Confessionale di Thesis 4u”! (Se vuoi leggere altri articoli del nostro blog, clicca qui!).

In questi articoli vi presenteremo delle vere e proprie testimonianze e racconti di studenti come noi, di esperti del settore o semplicemente di ragazzi/e che hanno voglia di raccontare qualcosa che può essere d’aiuto a molti.

Prima di dare il via al confessionale, ti faccio una domanda! Sei in difficoltà con la tua tesi di laurea? Prenota una prima consulenza gratuita con Thesis 4u Consulting!

In particolare, in questa prima edizione del Confessionale, vi presentiamo il racconto di Valentina: una ragazza di 24 anni, studentessa magistrale presso la Bicocca di Milano, che abbiamo avuto il piacere di intervistare. Nel corso dell’intervista Valentina ha raccontato di se stessa, dei suoi limiti e delle sue difficoltà durante un periodo particolare e complicato per tutti gli studenti universitari: quello della sessione estiva!

Scopriamo insieme Valentina e ciò che ha avuto da dirci!

  1. Ciao Valentina! A che corso di laurea sei iscritta? E perchè hai deciso di intraprendere questo percorso?
  • “Sono iscritta al corso di laurea magistrale in Legislazione, Auditing e Controllo, che fa parte della branca di Economia Aziendale, all’università Bicocca di Milano. Ho deciso di intraprendere questo percorso perchè nonostante inizialmente la mia vocazione fosse indirizzata verso tutte le materie giuridiche, pensavo che economia potesse essere un giusto compromesso, in quanto potesse offrirmi sia nozioni legate a concetti giuridici, sia maggiori opportunità di lavoro in quanto reputo che economia sia una facoltà pass-par-tout. Poi successivamente ho deciso di approfondire maggiormente le mie conoscenze, specialmente quelle giuridiche, iscrivendomi in un’università che potesse alzare un po’ l’asticella. Inoltre  volevo anche fare l’esperienza da studentessa fuori sede e dunque ho scelto Milano, perchè avevo un appoggio famigliare lì e poi perchè Milano si sa che è una città ottima per chi studia economia. La Bicocca mi ha conquistato subito, dal primo giorno che sono andata a visitarla, il percorso di laurea mi piaceva molto e dunque ho scelto di intraprendere questo percorso.”

2. Dove studi? Sei una studentessa fuori sede?

  • “Come già detto, studio a Milano e sono una studentessa fuori sede per metà. Sono di Roma, vivo a Roma e mi sono iscritta alla magistrale a Milano, quindi sulla carta sarei una studentessa fuori sede ma, nonostante ciò, non mi sono trasferita neanche per brevi periodi in quanto ho svolto tutta la magistrale online, fino a settembre di quest’anno. A settembre di quest’anno accademico hanno iniziato a fare le lezioni metà online e metà in presenza, ma ho comunque deciso di rimanere a Roma per una questione economica. Per quanto riguarda gli esami, da questo aprile sono iniziati ad essere in presenza e dunque sarò una studentessa fuori sede per una piccola parte, anche se li preparo a Roma e salgo a Milano solo per dare gli esami.”

3. Quali sono le difficoltà che hai incontrato durante il tuo intero percorso da studentessa universitaria?

  • “Ci sono state diverse difficoltà, particolarmente dal punto di vista psicologico, in quanto ho accusato molto la stanchezza dopo la triennale: durante la triennale ho infatti dato tutta me stessa per dare tutti gli esami in tempo e mi sono ritrovata verso la fine del percorso ad essere letteralmente esausta, ritardando di poco la laurea. Durante la magistrale è stato ancora più complicato, in quanto essendo tutto a distanza e vivendo io a Roma, vedevo l’università come qualcosa di astratto. Avevo magari si, l’anisetta tipica prima di iniziare un esame, ma per il resto avevo davvero poca motivazione, non ho vissuto l’ambiente universitario e dunque tutte le difficoltà sono state legate alla fatica mentale di essere una studentessa universitaria e rimanere dentro casa a studiare, mentre molti fuori hanno iniziato la vita lavorativa, con i weekend liberi, molti finivano ecc.”
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4. E quali sono invece i lati positivi dell’università secondo il tuo punto di vista?

  • “I lati positivi dell’università, dal mio punto di vista, si dividono in pre COVID e post COVID. Nel pre covid, per me, l’università è stata un punto di riferimento, una grande famiglia e ti aiuta tanto a crescere anche dal punto di vista personale, dovendo cavartela totalmente da solo. Le persone che conosci, le difficoltà che condividi con altri studenti, fanno si che stringi di conseguenza dei rapporti strettissimi, di fratellanza, di collaborazione. Dunque come aspetti positivi metterei crescita personale e rapporti e legami che si formano durante il percorso. Post COVID invece non ho trovato molti lati positivi, perchè ho provato solo una grande stanchezza e voglia di andare a lavorare, che non è compensata da tutto l’ambiente universitario che non vivo e che non ho vissuto a causa del COVID.”

5. In questo momento sei nel pieno della sessione estiva, come tanti studenti universitari come te: cos’è che più ti pesa in questo preciso momento?

  • “In questo momento, in piena sessione estiva, mi pesa magari che tutti abbiano una routine quotidiana, in cui escono, portano a termine un compito e poi rientrano a casa e quando staccano staccano e basta, invece a me pesa il non staccare mai. Sei sempre con la testa proiettata verso lo studio e alla fine gli orari li fissi tu, non hai un orario prestabilito, potresti studiare anche tutto il giorno. Poi la sessione estiva è di sicuro quella più complicata perchè fa caldo, vorresti andare al mare, non c’è un’indipendenza economica e arrivi all’ultimo anno della magistrale, a 24 anni, che questa cosa ti pesa di più rispetto a quanto poteva pesarti a 20 anni.”

6. Tutte le sessioni d’esami sono pesanti, ma tra gli studenti universitari si dice che la sessione invernale sia più “leggera” di quella estiva: dalla tua personale esperienza, che ne pensi di questa affermazione?

  • “Penso anche io che la sessione invernale sia più leggera della sessione estiva, per una questione prettamente metereologica, in quanto in inverno c’è più voglia di stare a casa, fa freddo e fa buio presto. D’estate invece è più una prigione perchè vorresti uscire, andare al mare, ci sono le belle serate, ti va di fare tardi ma non puoi perchè la mattina bisogna alzarsi a studiare. Invece d’inverno non ti va proprio di uscire, perchè tanto fa freddo e sei più motivata a rimanere a casa.”

7. Il COVID ha portato gli studenti universitari a sperimentare la così detta “didattica a distanza”: come hai vissuto questo cambiamento? Quali sono i lati positivi e quelli negativi di questa esperienza?

  • “Per me è stata un’esperienza tremenda, forse aggravata dal fatto che io ho iniziato la mia magistrale a distanza, in un’università che ho visto solo un paio di volte dal vivo. Non potersi rappresentare nella propria testa l’università in cui stai studiando ha aggravato molto la situazione. Se avessi continuato nella stessa università in cui ho svolto la triennale sarebbe stato probabilmente diverso. Questo mi ha sicuramente portato verso un blocco totale nei confronti dello studio, tanto da pensare di lasciare tutto. Questo blocco mi ha anche portato a cercare lavoro, che poi ho convalidato come tirocinio, ma ho iniziato a lavorare sopratutto perchè ero completamente demotivata, non riuscivo più a studiare e quindi ho iniziato a lavorare. Lavorando ho pensato: tutto qui? Volevo fare di più e per fare di più avevo bisogno della magistrale e con tanta pazienza mi sono rimessa a studiare, ho provato a lavorare part-time e studiare, ma non ci riuscivo e quindi ho dovuto lasciare il lavoro per dedicarmi allo studio. Il COVID mi ha quindi portato proprio ad odiare l’università che per me prima era una cosa bella, un momento di socialità, che ora non c’è e le uniche persone che conosco, che fanno la mia stessa magistrale, le ho conosciute tramite gruppi whatsapp per chiedere informazioni e ho cercato di mantenere i rapporti ma non ho alcun gruppo universitario.”

8. Pensi che portare a termine la sessione d’esami online sia meno faticoso che in presenza? 

  • “Secondo me si, sopratutto per la distanza. Avendo scelto di rimanere a Roma anche adesso che i corsi sono praticamente finiti, non aveva senso per me salire. Fare un esame in presenza per me, al momento, vuol dire prendere un treno, farmi almeno due giorni lì, ritornare e quindi è più comodo per una questione logistica. A prescindere da questo credo che gli esami online per me siano più semplici e meno faticosi, in quanto anche la situazione di stress che si crea prima dell’esame viene un po’ attutita dal fatto di stare nella propria camera, in casa propria e quindi anche tutta l’attesa del proprio turno è diversa, meno faticosa, meno stressante. A mio parere, l’università ideale, sarebbe quella mista, in cui puoi scegliere se fare le lezioni in presenza o a distanza e gli esami, almeno quelli orali, li farei tutti a distanza per ridurre un po’ lo stress. Ovviamente ha anche i suoi lati negativi, perché non c’è quel momento di condivisione con i colleghi pre esame, momenti che comunque si ricordano con il sorriso.”

9. Quanto il Covid ha effettivamente impattato sulla tua carriera? 

  • “Il COVID ha impattato tantissimo sulla mia carriera universitaria. Prima del COVID facevo almeno tre esami a sessione e sono arrivata, durante il COVID, a fare un esame ogni tanto o addirittura a saltare intere sessioni d’esame. Ho ritardato di molto, secondo i miei piani e i miei ritmi, la laurea. Il COVID ha quindi impattato in maniera estremamente negativa sulla mia carriera. Senza questa pandemia avrei sicuramente dato gli esami secondo la mia solita frequenza, magari un po’ più stanca rispetto alla triennale, ma avrei sempre comunque dato qualche esame durante le sessioni. Mi ritrovo invece adesso a fare l’ultimo sprint finale e a dare tutti gli esami che non ho dato, anche se sono stanca, non ho più voglia di studiare e voglio iniziare a lavorare il prima possibile.”

10. Quali sono i consigli che tu stessa daresti a tutti gli studenti che in questo momento si trovano a dover affrontare la sessione estiva? 

  • “Il consiglio che posso dare a tutti gli studenti, come me, che stanno affrontando la sessione estiva è quello di non mollare. Il futuro ti ringrazierà per non aver mollato. Se si pesa sulla bilancia una giornata di mare con una laurea finita un po’ prima, vale sicuramente di più quest’ultima. Quindi bisogna pensare all’obiettivo senza guardarsi troppo intorno, perchè magari hai l’amico che lavora, che va al mare ma magari tra 5/6 anni quell’amico starà facendo sempre lo stesso lavoro e sarà insoddisfatto e invece tu, che hai fatto molti sacrifici, farai sicuramente più strada. Quindi il consiglio è di non paragonarsi troppo agli altri e di tenere dura, perchè il te stesso/a del futuro ti ringrazierà.

Ringraziamo Valentina per la sua testimonianza e per essersi messa a nostra disposizione.

Se vuoi raccontarci la tua esperienza e condividere con noi le tue avventure da studente/ssa, inviaci un’email a info@thesis4u.com!

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About the author: Arianna, Blog Ambassador

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