Ciao e benvenuto/a o bentornata/o in un nuovo capitolo della guida Thesis 4u su come scrivere una tesi perfetta!

In questo capitolo parleremo del project work, uno strumento efficace e funzionale al learning by doing. Tu sai già di cosa si tratta? 

Cos’è il project work?

Il termine project work arriva direttamente dal dizionario anglosassone e si traduce letteralmente in ‘lavoro di progetto’ e si tratta di una metodologia didattica ispirata al principio dell’imparare attraverso il fare, identificato più frequentemente con l’espressione inglese learning by doing.

Questa modalità di apprendimento impostata sul concetto di ‘imparare facendo’ consiste nella richiesta della realizzazione concreta di un progetto, attraverso la quale i partecipanti familiarizzano con le problematiche operative e organizzative presenti nell’ambito di un contesto lavorativo o formativo.

L’attività può essere svolta sia individualmente che in gruppi e in quest’ultimo caso il project work viene realizzato attraverso la cooperazione, finalizzata al raggiungimento di un obiettivo comune. I risultati di questo lavoro forniscono poi lo spunto per trasformare analisi e discussioni in un momento didattico-applicativo.

Sostanzialmente, il project work può essere definito come lo strumento che consente di avvicinare e applicare conoscenze e nozioni teoriche alla realtà.

Un’ulteriore definizione di project work che si può trovare su Wikipedia è:

“Il project work rappresenta una sperimentazione attiva dei contenuti appresi durante un percorso didattico formativo. Questo strumento progettuale si collega alla metodologia learning by doing, che sottolinea come, in seguito ad un periodo di apprendimento si riesca a realizzare un progetto relativo a obiettivi prefissati e a contesti reali. Il punto di partenza del project work è dato dalle motivazioni a cui il progetto è chiamato a rispondere; mentre il punto di arrivo è l’obiettivo generale che concretizza l’idea e la soddisfa.”

In più lavorare per progetti permette di focalizzarsi sui bisogni della specifica situazione, suddividendoli in obiettivi formativi raggiungibili valorizzando le capacità e le competenze di ogni persona partecipante alla realizzazione del project work.

Il project work incentiva infatti i partecipanti a cimentarsi sugli argomenti affrontati nell’ambito di un piano di azione, favorendo la loro contestualizzazione in determinati ambienti in cui essi si troveranno ad agire.

Il project work fornisce poi l’occasione, per coloro che vi partecipano attivamente, di verificare lo stato delle loro capacità organizzative, decisionali, relazionali, operative e di analisi.

Si può quindi dire che la finalità primaria di questo progetto è la realizzazione di un cambiamento rispondendo ad un bisogno formativo tramite le risorse disponibili e nel rispetto di quanto pianificato. Il project work quindi, oltre a fornire vantaggi al destinatario dell’azione formativa, rappresenta un valore aggiunto a livello personale contribuendo ad un accrescimento professionale del progettista con l’acquisizione di competenze in diverse discipline.

project work

In che contesti si applica il project work?

In quanto strumento formativo il project work può essere utilizzato in moltissimi contesti e la sua versatilità lo rende perfetto sia in ambito scolastico che extra-scolastico, ma anche nel settore pubblico e in quello privato.

Il project work si rivela un piano d’azione alquanto efficace ogni qualvolta il docente/tutor/formatore intende proporre un apprendimento basato sul “learning by doing”, e far sperimentare agli studenti/corsisti tutto ciò che ha insegnato a livello teorico, stimolando creatività, capacità interpretativa, di analisi critica e soprattutto collegamento fra aspetti teorici ed operativi.

Trattandosi di un’attività che richiede un livello di preparazione da parte dei partecipanti relativamente alto, l’applicazione in ambito scolastico fa riferimento principalmente al contesto accademico, dove viene utilizzato per sperimentare attivamente i concetti appresi, e per verificare il livello di know how.

Il project work rientra tra le attività laboratoriali di corsi di laurea, corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale e master, come occasione per verificare e testare le capacità e le competenze, sia per quanto riguarda gli aspetti organizzativi e operativi che quelli decisionali e di analisi. 

Nell’ambito dei master, dove gli studenti dispongono di conoscenze specifiche, è più facile che questo tipo di lavoro venga richiesto. In questo contesto il progetto è realizzato con il supporto metodologico e scientifico di un docente e si caratterizza per l’applicazione di conoscenze teoriche e capacità applicative in merito alla realtà organizzativa del partecipante al Master.

Per esempio l’Università di Bologna prevede delle attività di project work per gli iscritti ai master di professioni scientifiche. Queste attività hanno lo stesso valore di un tirocinio curricolare e permettono agli studenti di guadagnare 20 CFU. Per maggiori informazioni clicca qui!

Inoltre, nella definizione dei project work, molto importanti sono gli incontri con gli Alumni delle precedenti edizioni (se presenti) che condividono con l’aula esempi di best practices attuate grazie all’implementazione dei progetti sviluppati durante il Master, consigliano e ispirano i colleghi.

Per quanto riguarda l’applicazione extra-scolastica, lo strumento viene spesso utilizzato per la formazione dei dipendenti statali, sia in ambito sanitario che comunale. 

Risulta sempre più frequente l’utilizzo anche in ambito privato, all’interno delle aziende coinvolgendo tematiche riconducibili a innovazione, inserimento di personale nell’organico e promozione del benessere organizzativo nel lavoro.

Per esempio l’Università di Torino prevede dei project work in azienda per gli iscritti al master in Innovation Management. I project work proposti direttamente dalle aziende aderenti al master che assumeranno i candidati e le candidate all’inizio del master. Il project work prevede una durata di 500 ore e sarebbe monitorato da un tutor accademico e da un tutor aziendale, coordinati dal direttore o direttrice del master e dal coordinatore o coordinatrice scientifico/a del master.

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Ma come si struttura un project work?

L’attività progettuale è un processo intenzionale, razionale, orientato a uno scopo, caratterizzato e al tempo stesso condizionato dall’intreccio continuo di strategie. Esso viene svolto in un campo di risorse, vincoli e opportunità, e comporta l’adozione ripetuta e ricorsiva di una serie di scelte e decisioni. 

Per questo si esprime in un insieme strutturato di azioni finalizzate. L’elaborazione di un project work prevede 5 fasi fondamentali: ideazione, pianificazione, realizzazione, monitoraggio e valutazione.

  1. Ideazione: Il primo step per la realizzazione di un project work riguarda l’identificazione della motivazione, o detto in altre parole la ragione del progetto. Per trovare questa motivazione è necessario compiere un’analisi del contesto in cui il nostro Project Work verrà sviluppato.

In seguito i dettagli riguardanti il target di riferimento, l’argomento, le attività, le risorse da utilizzare, gli obiettivi e i tempi di realizzazione vengono poi definiti all’interno di un documento, contenente il complesso di informazioni definito macroprogettazione.

  1. Pianificazione: Dopo aver stabilito per grandi linee i dettagli del project work si passa ad una progettazione più dettagliata, nell’ambito della quale vengono identificati e definiti 
  • il titolo del progetto
  • e fasi di realizzazione
  • e metodologie e le strategie operative, tra cui le tempistiche, risorse umane e strutturali, e gli strumenti e gli obiettivi
  • i costi (preventivo)
  • le competenze necessarie per il raggiungimento degli obiettivi

Ogni singolo elemento deve essere condiviso e approvato da tutti i partecipanti al project work in caso si trattasse di un lavoro di gruppo.

  1. Realizzazione: La fase operativa è quella che prevede la realizzazione del progetto, ovvero la trasformazione della teoria in pratica. Il progetto viene realizzato seguendo le linee guida precedentemente  stabilite e durante il suo svolgimento si verifica che gli obiettivi vengano raggiunti. 

In questa fase è fondamentale monitorare ogni aspetto del Project Work per essere sicuri che tutto proceda secondo i piani.

  1. Monitoraggio: Durante lo svolgimento del project work è fondamentale monitorare l’andamento del lavoro rispetto agli obiettivi prefissati.

Questa attività è fondamentale per mettere in evidenza i punti che non si allineano al piano originale e per intervenire laddove necessario con le adeguate azioni correttive. Rientra nel monitoraggio anche il controllo dei costi in riferimento al budget prestabilito.

  1. Conclusione e valutazione: La fase conclusiva riguarda l’analisi del prodotto, finalizzata a verificare il raggiungimento degli obiettivi e ad individuare eventuali migliorie. In quest’ultima parte di chiusura viene fatta una valutazione per capire se il Project Work può essere chiuso oppure se può essere migliorato. SI tratta dunque di una valutazione ex post per valutare i prodotti e quindi per decidere se il progetto è andato bene e dove eventualmente potrebbe essere migliorato.

Se tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, il progetto viene dichiarato finito. 

Esistono inoltre altri due momenti di valutazione: uno collocabile nelle prime due fasi di ideazione e pianificazione, e il secondo nella fase della realizzazione. Si tratta rispettivamente della valutazione ex ante  e della valutazione in itinere.

project work

Gli errori più comuni nei project work

Per un project work perfetto stai attento/a a non commettere questi errori durante la scrittura e la progettazione!

  1. Sii attento/a a non saltare alle conclusioni, spendi due parole per definire i tuoi ragionamenti. 
  2. Ricordati poi di non trascurare i dati e i risultati, indipendentemente dalla loro criticità. 
  3. Quando definisci il tuo project work evita di selezionare progetti troppo vasti, generali ma anche progetti troppo dettagliati. Per qualunque cosa consulta sempre il tuo professore!
  4. Questo è un consiglio importantissimo: non sottovalutare le difficoltà e gli ostacoli! Stai ben attento a ogni passaggio del tuo project work perché anche gli elementi che ti sembrano più banali potrebbero poi metterti in difficolta!  
  5. Ricordati di stabilire criteri di monitoraggio, verifica, valutazione! Perché un project work funzioni è necessario definire in anticipo queste fasi, che tra l’altro sono le parti che strutturano il project work stesso e che quindi non possono mancare!
  6. Inoltre ricordati di programmare le azioni che svolgerai durante il tuo progetto, le cose non succedono da sole, servi tu!
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Per comprendere meglio come scrivere e strutturare un project work ti lasciamo un esempio di progetto intitolato Realizzazione di un’UDA con ampliamento del cooperative learning e arricchimento di codici e linguaggi. Si tratta di un project work svolto nell’ambito educativo e reso pubblico dalla regione del Veneto. Per vederlo ti basterà cliccare sul titolo del lavoro!

In questo esempio potrai trovare tutte le fasi precedentemente descritte e ti servirà come pietra di paragone per un tuo possibile project work!

In conclusione oggi abbiamo visto cos’è un project work, i suoi ambiti di applicazione, la sua funzionalità e come si struttura. E tu, hai mai fatto un project work? Pensi che ti capiterà mai di farne uno in futuro? In caso sai già che c’è questo capitolo della nostra guida pronto ad aiutarti!

Se dovessi avere dubbi e domande riguardo a come scrivere la tesi ti ricordo che Thesis 4u ha un’intera guida pensata apposta per te in cui rispondiamo a tutte le domande più frequenti su come scrivere il tuo elaborato finale! 

Ti è piaciuto questo articolo su cos’è e come strutturare un project work? Vuoi condividere qualche esperienza con noi e altri studenti universitari? Sei uno studente in cerca di nuovi spunti per il tuo elaborato finale? Quali argomenti di tesi vorresti approfondissimo? Faccelo sapere sui Social!

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About the author: Giulia, Thesis 4u Intern

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