Ciao a tutte e tutti e bentornate/i in questo nuovo articolo del Blog di Thesis 4u, la startup innovativa che mette in collegamento gli studenti e le studentesse con le aziende, grazie alle tesi di laurea in azienda.

La tesi è parte integrante del percorso universitario, che a un certo punto arriva per tutti gli studenti, nessuno escluso. Chiaramente le tesi sono tutte diverse, e in alcuni casi, quello che viene fuori non è un semplice elaborato, ma un grande progetto che può avere un futuro e una durata molto più estesa rispetto al momento della laurea. Basta avere in mente l’idea e poi il resto verrà naturale.

Dalle idee che vengono dal cuore nascono sempre i progetti più belli. E questo è proprio il caso della tesi di 4 ragazzi laureati allo IED di Milano, l’Istituto Europeo di Design.

Iari Vanoschi, Federico Gabrieli, Francesco Cantoni e Bartolomeo Chinali per la loro tesi di laurea hanno sviluppato un progetto davvero unico nel suo genere e soprattutto molto utile.

Stiamo parlando del progetto Foremyc, e attraverso questo articolo scopriremo tutto quello che c’è da sapere a riguardo. Noi abbiamo pensato di intervistarli per conoscere di più la loro storia e tutto quello che c’è dietro questo progetto, che è già stato riconosciuto come vincente meritandosi numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il più recente il titolo di finalisti italiani del programma Red Bull Basement.

Tutto è nato proprio dal loro corso di studi. I ragazzi hanno frequentato e si sono laureati allo IED di Milano, più precisamente nel settore di Product Design.

Il progetto Foremyc ha preso piede a partire dal terzo anno. Sono stati proposti diversi tipi di tesi, e loro hanno scelto l’Innovation-Driven Startup, una tesi che prevede la creazione di una startup innovativa partendo da ricerche e interessi personali, da una nuova opportunità di mercato o da una necessità generale. Questo progetto doveva essere qualcosa di innovativo e che potesse fare del bene effettivo. Inoltre hanno dovuto seguire alcune linee guida fornite dai loro professori.

Foremyc

Essendo già degli amanti e assidui frequentatori della montagna, hanno deciso di sviluppare un’idea che potesse rispondere proprio alle necessità precise degli ambienti montani. Loro infatti (o almeno quasi tutti), anche prima di conoscersi, hanno sempre passato diversi periodi dell’anno in aree di montagna, e hanno deciso quindi di approfondire i problemi di cui erano già al corrente e che riguardavano le foreste.

In particolare le zone della Val Brembana, dove uno di loro ha la casa, sono diventate una sorta di luogo di ritrovo e di svago nei weekend, e successivamente la casa è stata utilizzata come base di appoggio per condurre i loro primi test.

Dalle numerose ricerche sull’ambiente forestale, è emerso un forte problema che ha coinvolto direttamente l’ecosistema a causa degli eventi climatici estremi, degli incendi boschivi o delle epidemie di insetti. Tutti problemi che poi provocano un effetto a catena sulle comunità locali, sui fondi regionali o sulla filiera del legno. Da non dimenticare poi la tempesta Vaia, che nel 2018 ha colpito le Alpi, abbattendo moltissimo legname.

Un primo approccio è stato quello di osservare e studiare problemi da ogni parte del mondo, con lo scopo di trovare soluzioni, ma poi hanno capito che per ottenere un risultato migliore con un progetto così ambizioso, poteva essere più ottimale rimanere vicino casa.

E siccome erano particolarmente coinvolti da questo progetto e da questi ambienti, avendoli sempre frequentati, hanno deciso di concentrarsi proprio su quei boschi che hanno segnato il loro percorso di vita in qualche modo. Infatti poi, si è dimostrato molto utile avere quei territori a loro completa disposizione, piuttosto che osservare i fenomeni solo da lontano.

Il progetto Foremyc ha iniziato a svilupparsi a partire dal metodo del design thinking. Questo parte con una prima fase di ricerca, seguita da una di progettazione. Durante la prima fase hanno ricercato tutte le problematiche da risolvere, sia per quanto riguarda i tecnici che ci avrebbero lavorato, sia l’utente finale. Una volta individuati i problemi, poi si dovevano tracciare le strade da seguire per poterli risolvere.

Per capire meglio, quindi, hanno iniziato a girare per i vari consorzi forestali e territori alpini vicini. Hanno collaborato stabilmente con il Consorzio Forestale Valle Averara, che gestisce le foreste in 3 comuni in Alta Valle Brembana.

Foremyc

Inoltre hanno avuto modo di parlare con esperti del settore, come Giorgio Vacchiano, professore all’Università di Milano e scienziato forestale nominato anche uno tra i 10 scienziati più influenti al mondo, o anche Nicola Gallinaro, PhD in micrometeorologia e monitoraggio ambientale.

Unendo tutte le fonti ricavate da questa interviste e collaborazioni, oltre alle varie ricerche online, hanno constatato che rispetto ad altri settori in cui viene sfruttata maggiormente la tecnologia, nell’ambiente forestale questo non avviene abbastanza. I tecnici con cui hanno parlato raccontavano infatti delle continue analisi e dati che avrebbero voluto osservare, ma per cui non avevano né i mezzi né il tempo per farlo.

Così, loro hanno deciso di unire le forze per questo progetto, cercando di prendere le tecnologie che vengono usate in agricoltura e applicarle anche in ambito forestale, sapendo comunque tutte le difficoltà che questo ambiente comporta.

Infatti non si tratta di un ambiente facile in cui intervenire, tra animali, composizione del terreno, pendenze, meteo spesso avverso. Hanno quindi progettato tutto considerando questi fattori e il modo per semplificare poi il lavoro dei tecnici che si sarebbero dovuti muovere all’interno di questi boschi.

Passando quindi alla seconda fase, ovvero la parte più pratica, si trattava di andare a risolvere concretamente tutti i problemi riscontrati. Per farlo chiaramente hanno sfruttato la comunicazione con gli esperti in materia forestale, grazie ai quali hanno potuto esplorare ogni aspetto del progetto.

Hanno poi messo insieme tutto il loro bagaglio di competenze, da quelle tecniche e pratiche, ma anche nella comunicazione e branding, oppure nella parte creativa e più di design, per la progettazione degli oggetti necessari.

Cos’è Foremyc? Foremyc è una startup di tecnologia forestale con l’obiettivo di monitorare, comprendere e proteggere le foreste.

Questo progetto ambizioso si basa sulla tecnologia Myco, un sistema integrato di sensori intelligenti che hanno lo scopo di raccogliere e analizzare i dati ambientali direttamente osservati nelle foreste alpine. Protegge le foreste creando un gemello digitale dell’ecosistema boschivo, che permette di monitorarne in tempo reale lo stato di salute.

Possiede una componente fisica, ovvero i sensori posti nelle varie aree del bosco, e poi una digitale, che raccoglie i dati dei sensori e li traduce visivamente per l’utente finale (il tecnico forestale).

Ogni sensore ha uno scopo preciso.

Foremyc
  • Terrae è un sensore installato a terra che raccoglie i dati climatici e acustici per analizzare la biodiversità del bosco. Preleva dati dal suolo e dall’aria, misura temperatura, umidità, radiazioni solari e altre variabili ambientali, trasmettendole in tempo reale.
  • Abes è montato direttamente su Terrae, ed è una trappola per insetti invasivi. Sfrutta i feromoni per monitorare la presenza di insetti patogeni e catturarli. Inoltre il sensore permette di conteggiare il numero di insetti catturati e individuare eventuali focolai e i loro movimenti attuali e futuri

Il team si è concentrato sullo studio del bostrico, un insetto nato con uno scopo benigno, ovvero quello di eliminare il legname degli alberi morti, in particolare gli abeti rossi, di cui le Alpi sono piene. Questo insetto scava la corteccia, si nutre e si riproduce.

Con la tempesta Vaia però, avendo a disposizione moltissimo legname, ha iniziato a riprodursi a dismisura. Questa specie si è poi adattata, andando ad attaccare anche gli abeti rossi vivi.

  • Fomes è un sensore posto attorno all’albero per monitorarne lo stato fisiologico, attraverso parametri come la crescita del tronco e le oscillazioni della chioma. Attraverso la tecnologia permette di visionare in tempo reale la salute dell’albero e capire come risponde agli eventi climatici estremi.
  • Infine, Gibba è l’elemento che permette di trasmettere i dati dai diversi sensori fino al gemello digitale. Spesso in questi ambienti non esiste una connessione stabile, ma esso, tramite rete LoRaWAN inoltra i dati alla dashboard online.

Poi esiste la dashboard online, la parte digitale, attraverso cui si possono visualizzare i vari risultati e tramite l’incrocio di essi si crea il digital twin, ovvero un modello che può prevedere come questi sistemi cambieranno nel tempo.

Il percorso verso la tesi è iniziato nel novembre del 2024. Chiaramente il progetto richiedeva tanto tempo, specialmente la parte che riguardava la collaborazione con i tecnici e gli scienziati. Da non dimenticare poi tutta la parte di progettazione degli oggetti che poi sono stati montati nei boschi.

Una volta approvato il progetto, i ragazzi hanno iniziato a realizzare delle prime bozze su carta e poi a creare modelli 3D per i prodotti fisici. C’è stata anche tutta una parte di studio e selezione delle componenti elettroniche e dei sensori da utilizzare per il loro scopo, ma anche una ricerca per quanto riguarda l’alimentazione di questi, che avviene tramite pannelli solari.

Poi hanno effettuato una serie di test di prestazione dei sensori direttamente sul campo, con lo scopo di sperimentare la rete che avrebbe poi permesso le connessioni e anche l’alimentazione degli stessi. I test sono stati ripetuti nel tempo proprio perché non sempre ottenevano gli stessi risultati, e durante il percorso hanno dovuto aggiustare alcuni parametri.

Foremyc

Infine, c’è stato anche l’aspetto della comunicazione e presentazione. Una buona parte è stata la comunicazione e collaborazione con i vari esperti, professori e relatori, i tecnici e consorzi forestali, ma poi la comunicazione serviva anche a creare delle basi per poter continuare a espandersi anche dopo la laurea.

Quindi hanno effettuato anche una vera e propria campagna sui social, con lo scopo di far conoscere la realtà di Foremyc e promuovere la loro idea. Hanno progettato anche il loro sito web, ricco di informazioni sull’intero sistema. Infine, i vari shooting e video per raccontare le diverse esperienze utente.

Una volta laureati poi l’obiettivo infatti era ed è stato quello di fare raccolte fondi e partecipare a diversi concorsi. È qui che poi hanno ottenuto i primi successi e riconoscimenti. Tra questi, la vittoria del James Dyson Award italiano nel 2025, poi si sono trovati in shortlist del Green Concept Award nel 2025, ma anche dell’IF Design Student Award nel 2026.

Inoltre hanno avuto modo di esporre il progetto Foremyc alla Design Week olandese, nel 2025, dove hanno parlato con scandinavi, tedeschi, austriaci, svizzeri e francesi, accomunati dal fatto di conoscere le montagne e quindi anche tutte quelle foreste di cui loro parlano nel progetto.

Poi sono stati tra i vincitori del Grant della Fondazione Francesco Morelli, ottenendo una somma cospicua che ha permesso loro di realizzare il loro prototipo fisico e proseguire con lo sviluppo di Foremyc.

A seguirli nel percorso verso la nascita di Foremyc, si sono impegnati due relatori: Ginevra Franchi e Davide Piersanti, entrambi professori del terzo anno di Product Design.

Davide Piersanti arrivava da un percorso di formazione industriale e tecnico legato al prodotto finale. Invece Ginevra Franchi li ha affiancati soprattutto per l’attività di ricerca, arrivando da un percorso di studi proprio allo IED e poi un master in Strategy, cosa che l’ha resa molto utile nella parte di strategia e direzione creativa.

I ragazzi ci hanno raccontato che per quanto riguarda il lavoro con loro è stato molto positivo e ravvicinato, ma chiaramente non sempre semplice. Infatti, soprattutto all’inizio, li hanno spinti a fare moltissimo, ad andare oltre i propri limiti.

Una volta superata questa prima fase e quando il progetto sembrava essere sulla buona strada, questo rapporto si è stabilizzato maggiormente. Non più le pressioni per fare di più, ma un’effettiva collaborazione con i ragazzi.

Gli incontri con i relatori infatti si sono trasformati in delle revisioni passo passo fatte tutti insieme, ognuno dando un apporto significativo, e potevano durare anche fino a 2 ore a settimana! Non si è trattato quindi di un banale fare il compito assegnato, ma di capire insieme cosa fare e cosa migliorare.

Foremyc

In generale hanno riscontrato tutti una grande sintonia, sia per quanto riguarda la giovane età dei relatori, ma anche per il metodo di insegnamento. Inoltre, a posteriori, si sono resi conto che il fatto di spingerli molto all’inizio è stato proprio quello che è servito per consentire di andare verso la strada giusta, fino alla conclusione del progetto Foremyc.

E la cosa che più hanno apprezzato è che è stata lasciata loro moltissima autonomia, e soprattutto fiducia. Anzi, loro sono addirittura arrivati a considerarla eccessiva, specialmente quando nelle ultime fasi non riuscivano a capire se effettivamente stessero sbagliando qualcosa o meno, perché i relatori erano arrivati a non correggere più nulla.

Questo approccio però, si è rivelato quello vincente, visti i risultati.

Il Consorzio con cui hanno lavorato ha notato i presupposti per rendere Foremyc un sistema innovativo validissimo, e anche durante i primi test e con i primi risultati si sono mostrati molto soddisfatti.

Per quanto riguarda i locali, inizialmente non si erano resi conto del progetto, anzi, vedendo i sensori pensavano si trattasse solamente dei tecnici forestali. Poi però, in ottobre, dopo essersi già laureati, sono stati richiamati dal Consorzio per spiegare alla comunità montana tutto il progetto. Tutti si sono mostrati molto soddisfatti e addirittura stupiti che qualcuno si fosse interessato al bene di questi territori.

Molto recentemente, esattamente il 5 maggio 2026, la startup Foremyc si è aggiudicata il titolo di vincitori della Finale italiana del Red Bull Basement di quest’anno. Sul palco di SDA Bocconi, si sono sfidati 10 team, ma il progetto che ha colpito i giudici è stato proprio quello di questi giovani ragazzi.

Se non sai di cosa si trattava, stiamo parlando di un progetto che permette di presentare la propria idea innovativa e svilupparla. I finalisti nazionali sono arrivati a presentare la loro idea davanti a una giuria. E i vincitori avranno l’occasione di partecipare alla Finale Mondiale a San Francisco.

Parlando con loro, abbiamo scoperto che sono rimasti davvero sorpresi della vittoria, che hanno definito “una doccia fredda”. Hanno raccontato che tutti i progetti che sono stati presentati erano veramente validi e interessanti, e inoltre non erano soddisfatti al 100% del loro pitch, anche perché era la prima volta che presentavano in inglese e davanti a un pubblico così vasto.

Nonostante ciò, la loro idea ha riscontrato molto successo, e per questo i ragazzi sono rimasti molto contenti del risultato e che siano emersi davvero l’impatto e la finalità del progetto Foremyc.

Ora, con questa vittoria, il progetto sta subendo un’accelerazione davvero notevole, soprattutto per quanto riguarda il lato digitale, ovvero la dashboard.

Questo perché chi si è candidato, ha ottenuto una serie di strumenti utili, come l’accesso per 12 mesi a Microsoft 365 con Copilot for Students, ma anche i crediti di Microsoft Azure, che fornisce soluzioni basate sull’AI.

Inoltre, avendo vinto, loro hanno avuto diritto a strumenti aggiuntivi per sviluppare ulteriormente il prodotto, l’accesso a mentori per un supporto sull’app, business e impatto, e un supporto continuo per sviluppare l’idea.

Foremyc

Grazie a questi strumenti e opportunità, ora cercheranno di studiare dove far atterrare i dati raccolti dai sensori e che forma far loro prendere l’uso finale dell’utente che dovrà interagire per migliorare le condizioni delle foreste. Con l’implemento dell’AI, l’obiettivo sarà poi quello di prevedere le dinamiche forestali future.

E il prossimo passo? La startup Foremyc volerà fino alla Silicon Valley (San Francisco) per sfidarsi con gli altri vincitori mondiali.

Grazie all’opportunità data da Red Bull, il team punta a sfruttare il più possibile i tools forniti, per sviluppare e perfezionare il progetto. Adesso il loro prossimo obiettivo è cercare di vincere anche la Finale, che permette chiaramente di ottenere una grande somma per portare avanti l’idea.

Per ora, con il supporto di Red Bull, cercheranno di ottimizzare e migliorare la parte digitale del progetto, in modo che questa e quella fisica possano funzionare meglio insieme. Infatti, se con gli altri fondi a disposizione stanno sviluppando la parte fisica, Red Bull darà una grande mano con la dashboard, grazie a tutti gli strumenti forniti.

Foremyc

Per adesso puntano a proseguire con l’attività di raccolta fondi, in modo da non restare solo in Valle Averara, ma poter collaborare entro un anno con altri consorzi, a cui interessi il progetto e che siano propensi a dedicare alcuni fondi regionali ad esso. In questo modo si riuscirebbero a coinvolgere più zone.

L’obiettivo per l’anno prossimo è quello di lanciare una alpha del progetto Foremyc e farlo diventare pian piano una beta, con nuovi partner e consorzi. E infine, entro 3-5 anni si punta a una definizione del progetto, che permetta di ottenere un prodotto finito e funzionante, con una banca dati solida, in modo da poter distribuire il prodotto in diversi territori anche fuori al di fuori dell’Italia.

L’obiettivo per il futuro è quello di rendere Foremyc non solo accessibile alle governance, ma anche ai privati, in modo che anch’essi possano contribuire a livello economico oppure anche supportando i consorzi nella gestione dei loro boschi. Un altro traguardo sarebbe quello di collaborare con le aziende in modo da certificare in modo effettivo i crediti ESG, ovvero finanziamenti agevolati o condizioni di credito per le aziende che utilizzano criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance nella loro attività.

La prima cosa che hanno capito è, che quando si intraprende un progetto con un tema che appassiona realmente, è molto più semplice farlo, perché ci metti particolare impegno e dedizione. Partire da un tema che ti piace e in cui credi, quindi, può aiutare tanto. Ti porterà a non fare solo il compitino, ma a spingerti oltre. Quindi, se anche tu hai un’idea, un progetto che ti coinvolge particolarmente, allora quella è la strada giusta.

Loro stessi ci hanno raccontato di essersi subito preoccupati del potenziale rischio che nella foresta non ci fosse una connessione sufficiente per intraprendere questo progetto, che potevano benissimo abbandonare fin da subito e prendere una strada più “semplice”, ma loro invece hanno deciso di continuare, non fermarsi alla prima difficoltà.

Foremyc

Ci hanno detto infatti che, sebbene molte volte si sente dire “è già stato inventato tutto”, in realtà la tecnologia, e il mondo con essa, sono in costante cambiamento, e per questo anche se tutto esiste già mancheranno sempre dei pezzi. Il progetto Foremyc è un aiuto concreto alle foreste della Val Brembana, nato proprio dal forte impegno e lavoro di questi ragazzi, che non si sono arresi.

Gaia