Ciao a tutte e tutti e bentornate/i in questo nuovo articolo del Blog di Thesis 4u, la startup innovativa che mette in collegamento gli studenti e le studentesse con le aziende, grazie alle tesi di laurea in azienda.

Ti è mai capitato di imbatterti in determinate situazioni al lavoro e aver pensato “magari l’avessi saputo prima…”? Quando si inizia un nuovo percorso, in particolar modo quello lavorativo, è normale non sapere bene cosa aspettarsi né come comportarsi in una determinata situazione.

All’inizio si ha solo una vaga idea del lavoro, costruita sulla base dei tantissimi stereotipi, convinzioni, aspettative, tante cose che si dicono e che poi non sempre corrispondono al vero. Conosci il lavoro per sentito dire, sentendo parlare i “grandi”, ma non puoi sapere bene di cosa si tratta finché non lo vivi direttamente.

E c’è da dire anche che il mondo del lavoro sta cambiando notevolmente rispetto a qualche anno fa, quando altri hanno iniziato.

Spesso la realtà dei fatti si scopre a cose fatte, pensando che se avessimo saputo prima qualcosa magari avremmo agito diversamente.

Però nessuno ci vieta di avere alcuni consigli di carriera in più anche prima di iniziare, e per questo abbiamo chiesto a qualcuno di molto più esperto che già da un po’ di anni è dentro e conosce bene il mondo del lavoro.

Abbiamo parlato con Marco, che ci ha dato preziosi consigli di carriera pronti all’uso, per affrontare il lavoro con un po’ più di consapevolezza e meno improvvisazione.

Marco Fejer de Buk si è reso disponibile in qualità di manager per un’intervista, con l’obiettivo di fornire alcuni consigli di carriera utili per chi è all’inizio del percorso.

Marco è Supply Chain Manager dell’azienda Art Cosmetics, un’azienda con sede a Fornovo San Giovanni (Bergamo) specializzata nella ricerca, sviluppo e produzione di cosmetici e prodotti skincare B2B.

Ma Marco, prima di diventare manager, ha fatta molta strada. La sua storia inizia con una laurea in Informatica, punto di partenza per la sua carriera professionale, che gli ha permesso di fare uno stage presso ZARA in questo ambito, crescendo sempre di più all’interno di essa.

Infatti poi ci è rimasto per 7 anni, passando poi agli aspetti relativi alla Supply Chain. Questi anni gli hanno permesso di conoscere figure, dipartimenti e realtà lavorative diverse (Spagna, Stati Uniti e Cina), e dopo circa 5 anni, Marco ha avuto finalmente il suo primo team di 12 persone da gestire.

Successivamente Marco ha cambiato realtà, passando dalla grande azienda a una piccola startup di 4-5 persone nell’ambito Supply Chain, che poi si è ingrandita, arrivando alle 150 persone dopo 5 anni.

consigli di carriera

Queste due esperienze, seppur molto diverse, gli hanno dato la possibilità di apprendere e crescere. Quello che mancava era il metodo, così Marco ha intrapreso la strada della consulenza, in cui ha lavorato per 3 anni.

Dopo aver appreso tutto da realtà differenti, dall’azienda piccola da far crescere all’azienda grande e strutturata, e fino alla consulenza, ha deciso di spostarsi per mettere in pratica tutto ciò, e per farlo è entrato in Art Cosmetics. Qui si occupa di Supply Chain, che parte dalla pianificazione e schedulazione delle macchine, il customer service a gestire gli ordini, fino alla logistica.

Marco ci ha dato alcuni preziosi consigli di carriera che ti aiuteranno dal momento in cui entrerai nel mondo del lavoro a quando sarai già ben avviato. Siamo sicuri che ti saranno utili!

Sì, certo, avrai mille aspettative e obiettivi da raggiungere, ma bisogna andare per step. Potrai desiderare di diventare il CEO di qualche azienda, fondare una realtà da zero e vederla crescere… ma ricorda, prima di correre, bisogna imparare a camminare.

Le università purtroppo non preparano a tutto quello che può avvenire in un contesto lavorativo. E non si parla solo di come si svolge un’attività o come si sviluppa un progetto, ma anche come gestire un team, come risolvere situazioni complesse, come analizzare il bilancio… Sono tutte cose che si imparano strada facendo.

Quindi non soffermarti subito sul trovare il lavoro della tua vita, il lavoro perfetto, specialmente se si tratta del primo lavoro. Il suo ruolo deve essere quello di formarti, di insegnarti metodo, disciplina, responsabilità, gestione delle complessità.

Cerca di non limitarti solo al nome dell’azienda, quello è solo facciata, poi però ti chiedono cosa fai e cosa impari lì dentro e non sai rispondere. La realtà è che ci sono cose ben più importanti del nome dell’azienda, e tra queste c’è la scelta di quello che sarà il tuo capo.

Questo aspetto è molto difficile da realizzare, perché chiaramente quando entri in un’azienda non sempre sai direttamente chi sarà il tuo capo.

Ma quello che dovrai fare all’interno dell’azienda, anche se si tratta di un lavoro di passaggio e che non ti soddisfa pienamente, è cercare quella che potrebbe essere la tua figura di riferimento, una persona da seguire e che possa aiutarti.

consigli di carriera

E se non hai la possibilità di avere un buon mentore, allora cerca di imparare lo stesso. Anche se finisci a lavorare con un “cattivo” capo, puoi sfruttare questa situazione per capire effettivamente cosa evitare, cosa non vorresti essere, come non vorresti comportarti al suo posto.

Molto spesso, trovare nel proprio percorso persone che non sono quello di cui tu effettivamente avresti bisogno, può essere ancora più utile per crescere professionalmente.

Una volta all’interno di un’azienda, e trovata la figura di riferimento, uno dei migliori consigli di carriera per farsi notare è quello di risolvere problemi.

Molti potranno pensare che lavorare instancabilmente, fare tante ore, essere sempre disponibile, sia indice di successo. In realtà quello non serve, far vedere che lavori tanto non porta un impatto reale all’azienda. Ma avanza e fa carriera chi riesce a risolvere i problemi.

Certo, se lavori tanto nessuno si prenderà la briga di cacciarti, ma neanche di farti avanzare, semplicemente perché stai facendo bene il tuo lavoro.

Non viene premiato chi “sembra” impegnato, ma chi si dimostra propositivo e risolve problemi concreti. In questo modo, sarai sempre la persona che verrà cercata da tutti, imparerai di più e più velocemente e potrai scalare di livello. La visibilità in questo caso è tutto.

Sappiamo che ormai ne hai sentito parlare a volontà, ma è perché si tratta di un aspetto sempre più determinante nel lavoro, uno dei consigli di carriera più importanti.

Ormai possedere molte soft skills è persino più importante delle hard skills, che infatti senza una buona execution dietro, funzionano poco.

Potrei essere una persona super competente e qualificata, avere una laurea prestigiosa, strumenti incredibili, ma senza un’effettiva capacità di organizzazione, gestione delle tempistiche, capacità di portare a termine le task, lavorare in team, quelle conoscenze resteranno solo pura teoria.

consigli di carriera

Certo, la laurea apre le porte, ma non è detto che poi definisca davvero la tua carriera. Sono soprattutto le relazioni a tenere aperte diverse porte nel tempo, non contano solo i risultati e i titoli.

Nel mondo del lavoro non serve strafare, ma contano anche le persone che incontri, come lavori con esse e la fiducia che riesci a costruire.

Le aziende oggi cercano persone che sappiano essere utili, affidabili e soprattutto credibili. Il punto non è voler dimostrare tutto subito, ma diventare una persona su cui gli altri possono contare.

Quando finisci l’università sicuramente hai tantissima voglia di fare, di metterti in gioco, hai tantissime idee, ma comunque poca praticità e fai fatica a concretizzare i tuoi progetti.

È qui che il tuo responsabile entra in scena per aiutarti. Però, per permettere ciò, non devi avere paura di fare domande scomode. Chiedi il più possibile al tuo capo, perché è la figura che meglio di tutte ti può aiutare a progredire.

Chiedigli chiaramente “cosa posso fare per dimostrarti che sono in grado di crescere?”, “cosa hai bisogno che io ti provi?”, “cosa posso migliorare?”.

Questo atteggiamento ti aiuterà a far vedere che hai degli obiettivi e sei determinato a raggiungerli. È un modo per mostrarsi intraprendenti e con voglia di fare. Marco ci ha raccontato infatti che, ora che è capo, apprezza chi chiede consigli o si confronta con lui, molto più di chi lavora in autonomia senza confrontarsi.

Se fai un lavoro discreto, ma stai costantemente nelle tue, avrai anche lavorato bene, ma ci si dimenticherà subito di te. E perché far crescere qualcuno che sta semplicemente facendo quello che gli viene chiesto di fare?

consigli di carriera

Per spiegare meglio questo punto, Marco ci ha parlato del principio di incompetenza, o principio di Peter. Si tratta di uno dei concetti più sarcastici, eppure più realistici del mondo aziendale. Questo principio afferma che in una gerarchia, ogni lavoratore tende a essere promosso fino a raggiungere il proprio livello di incompetenza, ovvero finché non raggiunge un ruolo per il quale non è adatto, bloccandosi lì.

Questo per dire che quando risolvi problemi, mostri che hai voglia di crescere e ti fai vedere, il tuo capo lo noterà. Chiaramente l’obiettivo non è quello di puntare a diventare “incompetenti”, ma di mostrarsi, non solo capaci, ma anche propositivi. Questo aggiunge valore all’azienda e porterà a un’immediata promozione.

Quindi, per tornare ai consigli di carriera, fai in modo di trovarti in diversi one-to-one con il tuo manager, e sfruttali per assorbire più informazioni possibili, soprattutto in fase iniziale, quando hai ancora poca esperienza.

All’inizio, la cosa più importante è capire su cosa concentrarsi. Sono le domande più basiche e concrete a fare la differenza: Non ho ancora esperienza, puoi aiutarmi a capire quali sono le priorità? Quali sono le cose più urgenti su cui lavorare?

Questo è fondamentale, perché se ti dedichi a cose che per il tuo manager non sono ritenute così prioritarie, rischi di fare fatica per nulla. Per questo, gli incontri diretti con il manager vanno usati bene: servono a chiarire quali possono essere i diversi tipi di obiettivi da raggiungere:

  • brevissimo termine: competenze base, come ad esempio scrivere una mail chiara ed efficace
  • breve termine: diventare autonomo nelle attività principali
  • medio termine: iniziare a dare un contributo un po’ più personale

Chiaramente nessuno si aspetta che entrato nel mondo del lavoro rivoluzioni l’azienda, anzi, è meglio evitare di strafare. Per questo parti dalle cose semplici, integrati nel posto di lavoro, cerca di capire quali sono le cose che effettivamente creano impatto, cerca di crearti uno spazio in cui sei tranquillo e puoi lavorare bene.

E una volta raggiunti gli obiettivi più imminenti e hai imparato da questi, puoi alzare il livello e chiedere: Cosa dovrei fare per le prossime settimane o i prossimi mesi?. Non tutti i manager sapranno rispondere in modo strutturato, ed è normale perché si aspettano che tu faccia quello per cui sei stato assunto.

Per questo è importante anche proporre. Ho imparato questo, ho osservato e secondo me ci sono margini di miglioramento. Posso provare a fare un’analisi o un piccolo test?. In questo modo dimostri spirito di iniziativa, senza risultare troppo invasivo. Magari la prima volta non funziona, la seconda un po’ meglio, la terza bene. E a quel punto il tuo responsabile potrebbe iniziare a vederti come qualcuno su cui investire davvero.

In sintesi quindi, fatti guidare dal tuo manager, e soprattutto mettigli pressione.

Non esiste un’opzione giusta in assoluto. Puoi entrare in un’azienda grande dove impari esattamente come si lavora, in una realtà piccola dove impari ad arrangiarti, oppure creare qualcosa di tuo. Tutte le strade hanno valore.

Quello che però fa davvero la differenza è scegliere un contesto che acceleri il tuo apprendimento. Come Marco ci ha spiegato in precedenza, il primo lavoro non serve a realizzarti, ma a imparare il più possibile e nel minor tempo possibile.

All’inizio fare esperienze diverse può essere molto positivo. Qualsiasi lavoro, specialmente nei primi anni, ti insegna qualcosa: adattamento, comunicazione, gestione delle responsabilità… Perché alla fine si cresce così: non per il nome dell’azienda, ma per quello che impari, altrimenti è inutile. Sperimentare sì, ma con un criterio.

La carriera non deve essere necessariamente lineare, ma ci deve essere un certo livello di coerenza e di continuità. Questo anche per chi vede il tuo curriculum e cerca di trovare un senso al tuo percorso.

Non per questo la coerenza deve essere super evidente a prima vista, ma può essere anche costruita da te, dovrai trovare un certo filo conduttore che colleghi le diverse esperienze. Anche se cambi settore o ruolo deve riuscire a spiegare cosa hai imparato da ogni esperienza e come ogni passaggio ti ha portato al successivo.

consigli di carriera

Nella realtà infatti, poche carriere sono davvero lineari al 100%. Molte persone sperimentano, cambiano contesto o si adattano alle opportunità disponibili. L’importante è dare un senso a queste scelte. Anche se a primo impatto sembra un percorso spezzato, può diventare convincente se sai valorizzarlo nel modo giusto.

Però c’è un appunto: cambiare troppo spesso può essere penalizzante. Se lasci un lavoro dopo pochissimo tempo dovresti avere una motivazione solida e credibile. Dire semplicemente “non mi trovavo bene” rischia di farti apparire come una persona che si arrende facilmente.

In generale, cerca di restare abbastanza tempo da imparare realmente qualcosa, e se cambi assicurati di poter spiegare il perché in modo convincente.

Per prima cosa, la fiducia nelle proprie capacità. Non significa essere arroganti, ma evitare di nascondersi o restare sempre in disparte. Serve una certa presenza per spiccare: farsi sentire, partecipare e soprattutto, non avere paura di esporsi quando c’è bisogno.

Subito dopo viene la comunicazione. Saper parlare in modo chiaro, avere un certo “standing”, sapersi esprimere bene, con sicurezza e naturalezza, sono tutte competenze chiave per qualsiasi contesto lavorativo. Molto importante è sapersi relazionare con gli altri nel modo giusto: saper parlare con chiunque, senza voler dimostrare di essere il più intelligente, anche perché sicuramente ci sarà qualcuno più preparato.

Poi c’è una skill spesso sottovalutata: la capacità di lavorare DAVVERO in team. Spesso si confonde questo aspetto, ma è ben diverso dai lavori di gruppo che ti insegnano in università. In azienda, il lavoro è interconnesso: quello che fai tu ha un impatto sul lavoro degli altri, quindi se sbagli o lavori male creerai un effetto a catena.

Lavorare in team significa prendersi responsabilità per la propria parte di lavoro, capire le difficoltà degli altri e adattarsi di conseguenza, affinché il proprio lavoro aiuti la persona che viene dopo.

C’è una citazione di Julio Velasco, noto allenatore di pallavolo e dirigente sportivo, che spiega proprio come in un team non si debba mai guardare cosa fanno gli altri, ma pensare solo a fare il proprio compito bene, eventualmente correggendo e adattandosi agli errori altrui.

Io voglio attaccanti che schiacciano bene palloni alzati male. Voglio questi, perché questi poi i palloni alzati bene li schiacciano benissimo. Gli schiacciatori non parlano dell’alzata, la risolvono.

Un errore tipico in azienda è dare la colpa a chi viene prima o dopo di te nel processo. Ma dire “io ho lavorato male perché prima qualcuno ha sbagliato”, non è l’approccio giusto. La cosa migliore da fare è fermarsi e analizzare ciò che è successo, fare un post-mortem, capire come migliorare il processo per la volta successiva.

Prima di lasciare Marco, gli abbiamo chiesto anche “che consiglio daresti al Marco di anni fa?”.

Lui ci ha risposto suggerendo di accettare che le difficoltà sono parte del percorso, poiché non esiste una carriera fatta solo di successi, e anzi, spesso sono proprio i momenti peggiori quelli in cui cresci di più.

Capiteranno momenti in cui vorrai mollare tutto, cambiare vita e fuggire dalle difficoltà, altre invece in cui penserai di essere imbattibile e che tutto va bene. La verità sta nel mezzo: non puoi essere sempre il numero 1, ma non sei neanche fuori dai giochi.

Quindi i consigli di carriera di Marco sono: non aspettarti che tutto fili sempre liscio, non spaventarti davanti ai fallimenti e non prendere troppo sul personale i feedback negativi o i rifiuti. Questi sono un’occasione unica per imparare e migliorarsi. Perché se tutto è facile, probabilmente non stai realmente crescendo.

Se vuoi fare carriera ci saranno un sacco di cose che dovranno necessariamente andare male, che sia un capo con cui non ti trovi, feedback negativi o momenti in cui qualcuno ti dice “non sei adatto”. Il punto è proprio cadere, rialzarsi e riprovarci sempre.

Chi ha davvero voglia, una strada la trova sempre.

Gaia