Non solo il noto festival: dietro questo esiste una storia, e Jas ve lo dimostrerà con la sua tesi su Sanremo
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Avresti mai pensato a una tesi che parli del Festival di Sanremo? Ebbene sì, oggi vogliamo proprio parlarti della tesi su Sanremo di Jas.
Questa tesi è il perfetto esempio di una passione che spinge a tutti i costi a portare avanti il proprio obiettivo e la propria idea. Ma adesso scopriamo insieme la storia di Jas e cosa l’ha portata a scrivere questa tesi su Sanremo.
Jas si è laureata per la facoltà di Scienze Umanistiche per la Comunicazione all’Università degli Studi di Milano, con una tesi intitolata I giovani al Festival di Sanremo: dal Sessantotto al reflusso.
Come è nata l’idea di scrivere una tesi su Sanremo?
La storia che ha portato a questa tesi su Sanremo è molto particolare. Jasmine è nata in Italia da genitori egiziani, migrati 40 anni fa e trasferiti proprio a Sanremo, patria dell’omonimo festival.
Quindi, come poteva Jasmine non essere invasa e appassionarsi subito a questo mondo? Gli stimoli erano davvero tantissimi: nata e cresciuta a Sanremo e per di più con le videocassette del Festival.
Per imparare la lingua, i suoi genitori non facevano altro che guardare tanta televisione. Sua mamma aveva persino iniziato a registrare tutte le canzoni del Festival di Sanremo e a riascoltarle. È così che quindi ha imparato l’italiano, proprio dalla passione per il Festival di Sanremo, passione che poi è maturata anche in Jasmine.
Ci ha raccontato infatti, che la sua aspirazione più grande è proprio quella di riuscire a condurre Sanremo Giovani.

La strada verso la sua università e quindi anche la tesi, parte da un percorso più tortuoso, ma è frutto di un interesse maturato all’età di 14 anni, ovvero la radio. Infatti, proprio a quell’età aveva iniziato a lavorare per una web radio di Bologna, Radio Immaginaria.
Da questa prima esperienza è emerso un forte sogno, quello di comunicare, presentare, parlare a più persone possibili, un sogno un po’ accantonato per paura di non riuscire a trasformare questa passione in un lavoro vero e proprio.
Dopo il liceo però, e dopo aver messo da parte un po’ di soldi, Jasmine si è trasferita a Milano, spinta dalla necessità di studiare e crearsi una serie di contatti. Quindi si è iscritta a Scienze Umanistiche per la Comunicazione a Milano, con lo scopo di ottenere fondamenti teorici di tutto ciò che aveva affrontato in precedenza dagli studi di Illustrazione digitale.
Ci ha spiegato, infatti, che questa facoltà l’ha aiutata poi ad avere basi più solide e teoriche riguardanti l’intero mondo televisivo.
Per quanto riguarda il percorso verso la tesi su Sanremo, era chiaro che vista la sua storia Jasmine avrebbe voluto seguire questa via. Ma non è stato così semplice arrivarci.
Infatti, la ricerca del relatore è stata molto ardua. Jas era sicura della sua idea, ma nonostante avesse chiesto a moltissimi professori diversi, nessuno era completamente disposto a seguirla in questa avventura. Questo non perché una tesi su Sanremo fosse banale o poco interessante, ma perché esistono già tanti libri sull’argomento.
Però, trattandosi di un suo sogno, lei ha deciso di non arrendersi, finché non si è rivolta al suo professore di Storia della radio e della TV, Fabio Guidali. Jasmine infatti ci ha raccontato che il suo corso le era piaciuto particolarmente e che così finalmente il professore ha accettato volentieri di seguirla come relatore.
Lui le ha dato un consiglio fondamentale per indirizzare la sua ricerca: per svolgere un lavoro accurato, interessante e idoneo al suo corso, sarebbe stato meglio concentrarsi sull’analisi di un periodo preciso di questo festival piuttosto che sull’enorme caso Sanremo, con le sue moltissime edizioni.
L’idea di Jas era inizialmente quella di trattare solamente il periodo dagli anni 2000, trattandosi degli anni in cui è nata, fino ad oggi. Purtroppo però si trattava di anni in cui non ci sono stati poi così tanti cambiamenti significativi, affini al suo obiettivo di tesi, cambiamenti che invece sono stati riscontrati nelle edizioni degli anni ’80, con Pippo Baudo. Però anche parlare di questo decennio era rischioso, poiché sono stati gli anni più analizzati.
Allora l’altra ipotesi è stata quella di scrivere la tesi su Sanremo Giovani e il suo lancio. Inutile dire che anche questa idea è stata bocciata, perché il materiale sarebbe stato scarso e insufficiente, senza un’adeguata bibliografia.
L’idea definitiva è stata poi quella di analizzare, non solo un arco di tempo ristretto, ma anche una categoria ben precisa, ovvero i giovani che hanno partecipato al festival di Sanremo. Jasmine infatti voleva indagare sull’impatto che i giovani hanno avuto nella storia del festival. La domanda di base era “E se i cambiamenti e il risollevarsi del festival negli anni ’80 fossero dovuti anche agli avvenimenti precedenti a Pippo Baudo?”
E questo perché prima degli anni ’80, infatti, il nostro Paese è stato attraversato da una serie di moti e rivoluzioni giovanili. Il professore a questo punto le ha detto di andare ad indagare proprio su cosa è successo al festival di quegli anni e fare un identikit anagrafico dei cantanti in gara negli anni successivi.
Osservando la lista quindi, si sono accorti che nelle edizioni che vanno dal ’77 al ’79 la maggior parte dei cantanti in gara erano under 30, quindi questo doveva significare qualcosa.
Il processo di sviluppo della tesi su Sanremo
Dopo aver tratto queste prime conclusioni, e aver capito che la direzione da seguire doveva essere l’analisi del triennio ’77-’79, è iniziato il lavoro vero e proprio.
Ha scoperto che questi 3 anni, infatti, sono stati tra quelli in cui i moti giovanili iniziati col ’68 sono stati più intensi. Sono stati anni in cui i giovani, stanchi della collettività e dell’anonimato, hanno iniziato a reclamare il proprio individualismo. Volevano ritrovare il loro divertimento in qualità di singoli individui all’interno di una società.
Questo poi si è ricollegato anche alla musica, che in questi anni è cambiata notevolmente, a partire dalla nascita della disco music, dopo La febbre del sabato sera. Questi dati chiaramente avvaloravano la tesi di Jasmine sul fatto che i giovani avessero portato un cambiamento.

Il professore, stimolato dal fatto che una tesi su Sanremo di questo tipo permettesse di analizzare non solo il contesto storico ma anche la comunicazione radiofonica televisiva di quel periodo, ha approvato finalmente il progetto.
Nel 1976 infatti, era stato tolto il monopolio delle reti emittenti, grazie anche alle spinte giovanili e all’emergere di nuove reti e radio per promuovere la libera espressione di questi. La Rai quindi non aveva più il monopolio esclusivo ma anche le piccole reti iniziarono a mandare inviati per parlare di Sanremo.
Grazie a tutto questo finalmente si parlò di più di Sanremo, e così anche i giovani iniziarono ad essere coinvolti. Basti pensare a Donatella Rettore che nel ’77 lanciava le caramelle, o Rino Gaetano che nel ’78 cantava “Gianna”.
Se vuoi sapere come è stata strutturata la tesi, Jas è partita da un analisi del contesto storico, le novità del periodo, l’analisi del festival e dei cambiamenti in esso, i cambiamenti di direttore artistico, i cantanti in gara, i commenti dei giornalisti, la descrizione della serata e i momenti importanti, e infine, analisi dei brani.
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Una serie di coincidenze che hanno permesso questa tesi su Sanremo
Quando Jas ha iniziato a chiedere la tesi era ancora al secondo anno. Una volta terminato il suo Erasmus in Francia, alla fine del secondo anno, ha cominciato la sua ricerca. Nel frattempo, aveva fatto anche un provino per la RAI e, a soli 2 esami dalla laurea e con una tesi da scrivere, si è trasferita a Roma per lavorare a RAI Radio per un anno.
Questo trasferimento è stato salvifico per la sua tesi su Sanremo, l’inizio di una serie di coincidenze che sarebbero poi accadute. L’unica biblioteca a conservare i dati storici delle edizioni di Sanremo era proprio la Biblioteca Nazionale Centrale…di Roma!
Qui, all’interno di questa biblioteca, Jas ha avuto modo di accedere all’emeroteca, una stanza fornita di tutti i manuali, libri, riviste e fascicoli di hit parade, che le servivano per la tesi su Sanremo.
Sono tantissimi i libri, giornali e riviste che ha consultato: libri sui conduttori e le canzoni in gara, riviste sul mondo dello spettacolo, sia della settimana del festival ma anche delle settimane immediatamente vicine. Per non parlare dei podcast di RaiPlay Sound che riprendevano quelle edizioni del festival, ma anche le registrazioni delle Teche Rai o i video YouTube di interviste.
Ci ha raccontato che tutte le mattine arrivava in apertura, e stava dalle 8:30 alle 14 con la testa china sui libri che le interessavano per la sua ricerca. Finita la giornata di ricerca, poi prendeva la metro e andava in Rai per lavorare. Lì lavorava per No Name Radio, dove si occupava di 2 programmi, distribuiti su RaiPlay sound.
Sempre per la serie delle coincidenze incredibili di questa tesi, proprio durante il suo periodo in Rai è stata mandata nel backstage di Sanremo Giovani a intervistare i ragazzi.

Lei era entusiasta dell’idea di Sanremo Giovani, incuriosita dal fatto di poter seguire degli artisti emergenti che da un giorno all’altro sarebbero potuti diventare i nuovi BIG. Ci ha raccontato che è stata un’emozione pazzesca rimanere nel backstage a vedere i concorrenti esibirsi.
Inoltre, la finale di Sanremo Giovani si era tenuta al Casinò di Sanremo, sede che proprio fino al 1976 aveva ospitato tutte le edizioni del festival. Si trattava della terza coincidenza riscontrata, poiché proprio un passaggio della sua tesi racconta di questo cambio di location avvenuto proprio nel ’77, con il passaggio definitivo all’Ariston.
Cosa si può ricavare dalla tesi su Sanremo?
Una cosa che Jas ha imparato scrivendo questa tesi è che non c’è mai una garanzia di come andrà, non c’è una conclusione già scritta, ma la tesi è fatta per analizzare un caso e trarre delle conclusioni. Potresti scrivere qualcosa all’inizio, ma non dovrai necessariamente dimostrare che quell’idea era quella giusta. Non c’è mai nero o bianco per qualsiasi cosa.
La prima cosa che infatti le ha insegnato il suo relatore è stata proprio quella di considerare anche l’ipotesi del grigio. Le disse infatti “la prima regola di uno storico è capire che ci sono tante sfumature dietro un singolo evento e che ci saranno sempre diverse interpretazioni in base al contesto e alle fonti analizzate”.
Quindi, alla domanda “I giovani hanno realmente cambiato e risollevato Sanremo?” non esiste un sì o no, ma infatti, per quanto ci fossero moltissimi concorrenti under 30 e i giornali locali che li intervistavano, non è detto che siano stati necessariamente loro a portare da soli il cambiamento.
Nonostante tutte le tragedie di quegli anni, caratterizzati da moti e attentati, le canzoni non sono state modificate, mantenendo sempre la classica canzone romantica.
Eppure lei nella tesi parla anche di una minaccia di attentato all’Ariston, ma ciò non ha intaccato il fatto che l’amore fosse il tema ricorrente. Questo fa capire che non c’è stato poi così tanto cambiamento. Sì, alcuni cantanti hanno promosso lotte sociali, parlato di alcuni casi, ma in ogni caso la maggior parte dei partecipanti cantava di temi anacronistici per il tempo, per il puro scopo di farsi pubblicità.

Mentre scriveva la tesi infatti, a seguito di questi risultati, ha iniziato a mettersi nei panni del pubblico, per capire che cosa volessero vedere. Lei si chiedeva come fosse possibile che gente che protestava nelle piazze poi accettasse semplici canzoni d’amore.
Queste ricerche hanno mostrato come il pubblico necessitasse di una sorta di leggerezza rispetto a tutto quello che succedeva fuori, come una bolla rispetto al mondo circostante, per disconnettersi e difendersi in qualche modo. Questo è proprio quello che lei dice nell’ultimo capitolo della sua tesi.
Quindi sì, nelle edizioni del ’77 e nel ’78 c’erano stati alcuni singoli casi che hanno portato un accenno di rivoluzione. Ma serviva molto più di questo perché ci fosse un cambiamento in questo senso.
L’esperienza della tesi su Sanremo: il relatore, i feedback e il post-tesi
Jas ci ha confessato di essersi trovata molto bene con il suo relatore, e soprattutto ha apprezzato che le ha insegnato un metodo. È stato un relatore molto duro e preciso, che la pressava a fare di più e meglio quando serviva, ma che è sempre stato corretto e disponibile con lei, e quando poi Jas ha consegnato la tesi su Sanremo, è rimasto molto contento.
Anche lei stessa è rimasta davvero soddisfatta, ci ha raccontato che la sua sensazione dopo aver scritto la tesi è stata quella di poter fare qualsiasi cosa. Ha superato un po’ i suoi limiti, e ne è rimasta molto soddisfatta!
Quando Jas ha pensato di scrivere questa tesi su Sanremo, non aveva un’idea chiara di come l’avrebbe sviluppata, ma alla base c’era una forte volontà di portare un suo contributo personale parlando della sua città.
L’obiettivo era quello di dare un senso al suo corso di studi, di concludere il triennio con qualcosa che poteva andare a rappresentare realmente la sua aspirazione lavorativa. Questa tesi serviva anche come slancio per lei per farsi conoscere.
E ci sta riuscendo, perché ora Jas viene chiamata a condurre diversi eventi, perlopiù musicali. Oltre a questo collabora con diversi aziende ad eventi più grandi, tra cui appunto Sanremo, dov’è andata a rappresentare Amazon Music, ma anche Comix, o Bontempi.
E questa tesi le è servita eccome per il suo percorso. Ci ha detto che infatti l’ha aiutata molto sulla documentazione. Per fare le interviste, scrive articoli o presenta, adesso non ha una visione necessariamente bianca o nera, ma ha imparato a non dare nulla per scontato, adottando una visione intermedia. Ora si informa molto sulle persone che intervista, per cogliere tutte le sfaccettature possibili.
E la cosa più bella di questa tesi è che Jas è partita fin dall’inizio con un’idea precisa, modificando la forma col tempo, ma l’idea di base è rimasta sempre la stessa. Tutto è partito da un sogno. Ma i progetti che iniziano in questo modo sono sempre i migliori: potrai metterci tanto a realizzarlo, ma sarai più motivato e il risultato farà la differenza rispetto a qualsiasi altro piano B.
Curiosità sulla tesi su Sanremo: il giorno della laurea
Jasmine ci ha anche raccontato un aneddoto sul giorno della sua laurea.
Ha stampato la sua tesi il giorno prima della laurea, in modo da poterla personalizzare fino all’ultimo con le foto. Il giorno della laurea però, aprendo la sua tesi, si è accorta che all’interno era stampata la tesi di un altro ragazzo.

Ci ha detto che quel momento è stato terribile per lei, sommato alla normale agitazione di un giorno come quello. Poi anche il ragazzo in questione l’ha cercata e le ha scritto per dirglielo, perché era anche lui ad avere la tesi sbagliata.
La bella cosa di questa storia è che poi, proprio da quell’errore, sono diventati amici, e il giorno della proclamazione è stato proprio lui a farle le foto.
Questa era la storia di Jas e della sua particolare tesi su Sanremo. Quella che era una vera e propria vocazione per Jas è riuscita a porre le basi per il suo percorso, dalla tesi fino al suo lavoro. E non è stato semplice arrivarci, ma spinta da un sogno e con un pizzico di fortunate coincidenze, il suo progetto è stato finalmente realizzato.
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Gaia





