Ciao a tutti/e e bentornati/e ad un nuovo articolo del blog di Thesis 4u, la startup innovativa che mette in collegamento gli studenti e le studentesse con le aziende grazie alle tesi di laurea in azienda.

Il benessere dei dipendenti, soprattutto dal punto di vista psicologico, è un tema che, negli ultimi anni, sta assumendo sempre più importanza: lavorare in un ambiente lavorativo sano e collaborativo porta dei benefici a livello produttivo, ma anche a livello qualitativo delle attività. A questo argomento, di recente, si sta aggiungendo anche una realtà del tutto innovativa: il pet therapy in azienda.

I nostri amici a quattro zampe, infatti, stanno trovando il proprio spazio anche in ambito aziendale come soluzione innovativa per ridurre lo stress e migliorare il clima organizzativo. La presenza degli animali in ufficio, infatti, non costituisce solo un momento di svago, ma è anche un modo per aumentare la motivazione e il benessere tra colleghi durante il proprio lavoro.

Per questo motivo, molte aziende stanno sperimentando l’introduzione di programmi di pet therapy come parte della propria strategia di welfare. E voi, questo, lo sapevate? Forse, il pet therapy in azienda potrebbe diventare un’occasione per unire il lavoro a una sfera più confortevole ed empatica, e per ridurre momentaneamente la frenesia della nostra vita. Quindi, cosa aspettate? Muniamoci di croccantini per cani e andiamo a scoprire, con questo articolo, il mondo del pet therapy in azienda!

In cosa consiste, quindi, il pet therapy in azienda? Questa realtà, anche conosciuta come Interventi Assistiti con Animali (IAA), è una pratica innovativa che integra la presenza di animali, per la maggior parte cani, guidati da esperti nel contesto lavorativo, con l’obiettivo di migliorare il benessere dei dipendenti. I risultati di questo tipo di terapia innovativo prevedono la creazione di un ambiente di lavoro più umano e accogliente, oltre che a dei significativi progressi sulla propria autostima!

Pet therapy in azienda - Thesis 4u

La finalità del pet therapy in azienda non è solo quella di fare compagnia ai dipendenti, ma si tratta proprio di creare delle attività che possano migliorare il benessere psico-emotivo delle persone, favorire una maggiore coesione del team, rafforzare la leadership e la comunicazione empatica e rigenerare la mente creando delle visioni più strategiche e autentiche.

Il pet therapy nasce come una realtà che apparteneva esclusivamente al contesto sanitario ed educativo, ma proprio per i benefici che si sono potuti osservare durante il corso del tempo, questo tipo di terapia è riuscito ad ampliare i propri ambiti di applicazione, andando a toccare anche il campo aziendale.

Come viene evidenziato in un approfondimento di questo articolo del Sole 24 Ore, l’introduzione del pet therapy in azienda permette di acquisire maggiore consapevolezza sulle situazioni stressanti lavorative attuali e compiere una riflessione sul benessere organizzativo e sulla necessità di trovare una nuova chiave di lettura sugli ambienti di lavoro, per farli trasformare in luoghi più flessibili e attenti alle persone.

L’introduzione di un animale domestico, all’interno della nostra vita quotidiana, secondo alcuni studi, come il Waltham Centre for Pet Nutrition ha già dimostrato dei cambiamenti psichici e comportamentali, come l’abbassamento della pressione sanguigna, dello stress, dell’ansia e un successivo rilascio di endorfina, il cosiddetto “ormone della felicità”.

Pet therapy in azienda - Thesis 4u

Non è un caso, quindi, che si sia voluto sperimentare con questa novità anche in contesto lavorativo, al fine di rendere il benessere sempre accessibile: in fondo, avere lì, al nostro fianco, il nostro amico a quattro zampe, e dargli una carezza ogni tanto ci fa sentire più sicuri e confortevoli persino sul posto di lavoro!

Per addentrarci sempre di più all’interno del mondo della pet therapy in azienda, bisogna chiarire una differenza importante: quella tra pet therapy e pet friendly. La prima, così come suggerisce il nome, è un tipo di terapia che coinvolge figure professionali, che agiscono in “interventi assistiti con animali” e che per questo motivo viene condotta da un’équipe professionale e qualificata e la presenza di animali adeguatamente addestrati.

Per quanto riguarda il concetto di “pet friendly”, si indica semplicemente la possibilità di accogliere gli animali all’interno degli spazi di lavoro, senza che sia necessario includere un percorso terapeutico guidato da dei veri professionisti.

Pet therapy in azienda - Thesis 4u

Dopo aver distinto queste due terminologie, forse ci siamo resi conto di un aspetto fondamentale: in entrambi i casi, introdurre degli animali in un contesto lavorativo di tipo aziendale è molto di più che una semplice presenza. Bensì, possiamo dire che si tratta di un approccio innovativo, complesso e strutturale, che spesso ha degli obiettivi specifici e che può definire degli scopi professionali e competenze definite.

Il pet therapy in azienda, come abbiamo visto, non è solo un’utopia, ma qualcosa che sta prendendo piede in maniera concreta. Gli interventi che vengono offerti nell’introduzione del contatto con gli animali in ambito lavorativo possono essere osservati soprattutto in realtà quali Umanimalmente, dove vengono impiegati dei terapeuti esperti nelle dinamiche relazionali e veterinari specializzati in benessere animale.

Nel contesto del pet therapy in azienda, l’animale svolge un ruolo veramente molto importante: fungere da mediatore tra i colleghi e favorire uno scambio più spontaneo e produttivo delle idee, fino a diventare un vero e proprio obiettivo comune. Le relazioni in azienda, quindi, cominciano a diventare meno condizionate da ruoli gerarchici, e si offre un maggiore spazio al cambiamento e alla consapevolezza.

Pet therapy in azienda - Thesis 4u

Tuttavia, il pet therapy in azienda, considerando la disciplina nel suo specifico, non può essere solo considerata come “portatore di benefici”, perché si tratta di una realtà a più strati, in cui si fondono dei criteri specifici a livello sanitario e psicologico, e questa dicitura potrebbe suonare fin troppo riduttiva.

In Italia, realtà come queste non sono ancora molto diffuse, ma se guardiamo all’estero, potremo vedere che negli ultimi tempi sono state introdotte diverse policy aziendali che consentono l’ingresso al proprio animale domestico in azienda: un esempio può essere l’organizzazione Pet Partners, una delle più conosciute a livello internazionale, situata negli Stati Uniti e operativa dal 1977.

Anche in questa realtà, si introducono programmi strutturati in cui animali addestrati vengono impiegati per il benessere delle persone. Infatti, la loro missione è proprio quella di garantire una connessione tra umani e animali, organizzando visite brevi o lavorando anche con scuole e altre tipologie di organizzazioni. Da questa esperienza di pet therapy in azienda emergono anche dei dati significativi, in cui il 99% delle persone si ritiene migliorato e di buon umore dopo le sessioni.

Forse, però, considerando le esperienze positive e gli effetti che vengono portati sul campo lavorativo, in un futuro potranno esserci sempre più aziende italiane che risponderanno in maniera positiva all’introduzione del pet therapy in azienda.

Nonostante i numerosi benefici che si presentano con l’introduzione del pet therapy in azienda, a questa bellissima realtà innovativa, talvolta, possono affiancarsi dei limiti e delle difficoltà che non dovrebbero essere ignorati, nel momento in cui si introduce un contatto diretto con gli animali. Andiamo a scoprirli insieme!

Pet therapy in azienda - Thesis 4u

Prima di tutto, è bene specificare che non tutti i posti di lavoro sono adatti all’accoglienza di animali, sia per questioni dal punto di vista organizzativo, sia per la struttura in sé dell’azienda. La presenza degli animali, infatti, necessità di spazi adeguati, ampi, con condizioni igenico-sanitarie controllate e una gestione attenta delle interazioni che si instaurano con i dipendenti.

Inoltre, nel momento in cui si lavora con animali, si deve essere consapevoli dei possibili rischi che potrebbero avvenire in contesti particolari: il comportamento di un animale può dipendere dalla sua indole e dalla sua educazione e spesso bisogna cercare anche di adattarsi alle sue eventuali esigenze. Un cane, ad esempio, potrebbe avere necessità di correre all’esterno, oppure potrebbe agitarsi, poiché in un luogo che non risulta coincidere con la propria quotidianità.

Un ulteriore rischio potrebbe riguardare la presenza di allergie, di fobie o disagio da parte di alcuni lavoratori, e per questo motivo, un’esperienza che sembra essere innovativa e speciale per la maggioranza, potrebbe portare all’esclusione di alcuni dipendenti, che non sono abituati al contatto con gli animali.

Sicuramente, portare il pet therapy in azienda può rivelarsi una vera e propria sfida: non solo si deve fare in modo di organizzare degli eventi mirati, in cui si anticipa la tematica al proprio team e si cerca di fornire una formazione a riguardo; anzi, una problematica che si potrebbe riscontrare è proprio quella di un possibile discostamento dallo scopo della terapia, in cui, invece che raggiungere dei progressi in termini di benessere e motivazione, si ottiene una realtà aziendale poco produttiva.

Dopo aver analizzato sia i lati positivi che quelli negativi, ed essere giunti alla consapevolezza che il per therapy in azienda possa essere una opportunità preziosa, ma anche una sfida da non sottovalutare, possiamo cominciare a porgerci delle nuove domande. Ma, esiste un modo per ricevere formazione in pet therapy? Forse vi sorprenderà, ma le possibilità sono molte di più rispetto a quelle che immaginate!

Pet therapy in azienda - Thesis 4u

Un esempio concreto di formazione nell’ambito del pet therapy, al fine di introdurre questa terapia innovativa nei posti di lavoro, si può trovare in percorsi di scuole specializzate negli interventi assistiti con gli animali e che offrono dei programmi di studio a più livelli. In questi percorsi si affronta una combinazione tra la formazione teorica e le attività pratiche, incluse le esperienze sul campo!

In questa maniera, si cerca di raggiungere un obiettivo ben preciso: formare professionisti qualificati e in grado di adattarsi lavorando su diversi contesti, persino quello aziendale. Quindi, non possiamo dire che la pet therapy in azienda sia un’attività casuale e che si discosta troppo dall’ambiente professionale. Al contrario, si tratta di un vero e proprio ambio in cui si richiede una preparazione adeguata e delle competenze specifiche.

Ottenere una formazione in questo ambito, fa riflettere anche su questo aspetto: il benessere degli animali vale tanto quanto il proprio benessere. Pertanto, durante questo percorso, bisogna essere consapevoli del fatto che si sta mettendo in gioco la possibilità di creare un ambiente sano e sicuro sia per sé stessi, sia per i colleghi, ma soprattutto, anche per gli animali stessi.

Il benessere psico-fisico dei dipendenti, quindi, può diventare realtà anche tramite l’introduzione del pet therapy in azienda. Ed è così che, queste novità dovrebbero essere divulgate, al fine di rendere le persone più consapevoli su delle situazioni lavorative che mettono al centro i propri dipendenti e proteggono il loro valore.

In Italia, il pet therapy in azienda viene regolato dal Ministero della salute in un accordo tra il Governo, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano. Grazie a questo sistema si regolano i requisiti strutturali da rispettare, la formazione degli operatori e la modalità in cui vengono svolti gli interventi. Al fianco di quest’ultimo si colloca anche il Centro di Referenza Nazionale per gli IAA, collocato presso l’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie nella gestione dei protocolli e della formazione.

Pet therapy in azienda - Thesis 4u

Per questo motivo, la pet therapy è una materia ancora in fase di evoluzione, che richiede anche un’attenta collaborazione e regolamentazione tra diversi enti e professionisti per garantire degli interventi efficaci, sicuri e realmente orientati al benessere delle persone e degli animali coinvolti.