Non siamo alberi possiamo muoverci: il valore del cambiare idea
Ciao a tutti/e e bentornati/e ad un nuovo articolo del blog di Thesis 4u, la startup innovativa che mette in collegamento gli studenti e le studentesse con le aziende grazie alle tesi di laurea in azienda.
Il cambiamento è qualcosa che spaventa un po’ tutti, e non importa se sei studente o lavoratore: la frase “Ormai ho scelto, non posso tornare indietro” diventa l’unica verità che conoscete e che continua a rimbombare nella vostra testa come un tormentone estivo. Fare un passo indietro e cambiare idea sembra qualcosa di impossibile da fare: come se cambiare idea fosse un sinonimo di errore, incoerenza oppure fallimento.
Ma, riflettendoci, cambiare idea può essere effettivamente un problema? Cambiare idea sul corso di studi, sul lavoro che stiamo facendo o sulle nostre relazioni personali. Perché non riusciamo a concepire la possibilità di cambiare idea? Eppure, “non siamo alberi”, non c’è niente che ci obblighi a seguire qualcosa che non ci fa più stare bene. Possiamo muoverci ed esplorare più parti di noi stessi.

A questo punto, se state leggendo questo articolo, siamo sicuri che nella vostra vita vi sarà almeno una volta capitato di rivedere le vostre decisioni, di accorgervi che la strada che state percorrendo non vi appartenga davvero o che semplicemente siano cambiate le vostre necessità e priorità.
Se anche voi pensate di non potere uscire da questa situazione e che cambiare idea segni definitivamente la vostra condanna al fallimento, prendetevi del tempo per leggere questo articolo e scoprire insieme a noi se…è possibile cambiare idea!
Cambiare idea è davvero possibile? Sì, ma vediamo cosa significa!
Cosa significa cambiare idea? Nello specifico si intende modificare la propria opinione o decisione riguardo a un percorso, spesso dopo aver fatto esperienza e aver maturato delle nuove consapevolezze. Si tratta di un nuovo atto di flessibilità e di crescita personale, e permette di lasciare indietro le vecchie convinzioni, non per via dell’incoerenza, ma per una revisione fatta su un pensiero precedente.

Ma sappiamo che la domanda che vi state ponendo tutti è un’ altra. “Va bene cambiare idea?” Ad un certo punto della nostra vita, sia che si tratti di un contesto universitario, sia che si tratti di uno lavorativo, ci troviamo davanti a delle scelte da compiere. In un primo momento siamo convinti di aver preso la strada giusta per noi, e tutto va per il meglio. Ma gradualmente questa sensazione sembra dissolversi come la carta a contatto con l’acqua.
Ma com’è possibile? all’inizio sembravate avere tutte le risposte alle vostre domande, ma poi vi accorgete di aver commesso un errore. Quel corso universitario non sembra più interessante come prima, quel lavoro non vi offre il futuro che desiderate, quel viaggio che avevate programmato da mesi non vi convince più… e vi sentite persi. Ma perché è qualcosa di così difficile da accettare?
Accettare di cambiare idea: una sfida impossibile
Fermatevi un attimo. Prendete un bel respiro: cambiare idea è possibile, anche se all’inizio non vi sembra così… e anche se non è sempre facile farlo. Secondo uno studio condotto dal Harvard Business Review in cui veniva analizzato un ampio campione di imprenditori posti in un contesto competitivo, è stato visto come, tutti detestino cambiare idea e, soprattutto, farlo sapere a qualcun altro.
Anche di fronte a errori e contraddizioni, circa il 76% degli imprenditori si rifiutava di cambiare idea. Tuttavia, si è potuto notare qualcosa di interessante: la percentuale che aveva accettato di cambiare idea era spesso riuscito ad avanzare maggiormente nella competizione rispetto a chi non lo aveva fatto. Con questo, però, non intendiamo che cambiare idea sia sempre la cosa giusta da fare: ma che può spesso portare a dei risultati inaspettati.

Al giorno d’oggi, una causa possibile di questa problematica si riscontra nelle informazioni trovate su internet, il mezzo più veloce su cui effettuare ricerche: cambiare idea su quello che si legge non è sempre facile, soprattutto quando si viene travolti da opinioni contrastanti, dati non verificati e narrazioni costruite per convincere più che informare. Ma spesso evitiamo di guardare il quadro generale delle cose.
Cambiare idea infatti, viene visto come un segno di intelligenza, crescita personale, ma soprattutto maturità emotiva. E’ un processo naturale, tipico degli esseri umani, che dimostra anche una certa apertura mentale, capacità di analisi critica e volontà di adattarsi a nuove possibilità e informazioni. Saper farlo significa anche sviluppare una certa abilità nel campo del problem solving, e quindi, trovare una soluzione alle situazioni che potrebbero presentarsi durante il proprio percorso.
Ma, ad un certo punto, le valutazioni che avevamo fatto possono rivelarsi meno solide di quanto ci aspettavamo: cambiare idea viene quindi perlopiù percepito come una minaccia, come un rischio che mina alla nostra stabilità e tendiamo ad aggrapparci a tutto quello che ci fa sentire sicuri, per evitare di danneggiare la nostra sensibilità emotiva.
Eh ma è solo abitudine. No, molto di più: puoi cambiare idea!
L’abitudine è come la nostra zona di comfort: ci sentiamo al sicuro, stabili, invincibili. Forse ogni tanto ci sentiamo anche un po’ fragili, ma cambiare idea e prendere nuove decisioni sembra di sicuro un dispendio di energie veramente troppo grande, quindi è meglio accontentarsi di quello che si ha adesso. Ma la verità potrebbe essere un ‘altra.
Guardiamo nel dettaglio cosa significa essere abituati a qualcosa: ci svegliamo alla mattina, facciamo colazione, ci prepariamo per la giornata davanti a noi. Lavoriamo, studiamo, ci rilassiamo e poi torniamo a dormire, pronti per ripetere la giornata da capo un’altra volta. Vivere secondo le nostre abitudini rende la nostra esistenza prevedibile, come guardare un film e sapere già come va a finire. Come se avessimo sempre uno schema pronto da seguire, una tabella di marcia infallibile.

Proprio per questo motivo, cambiare idea implica spesso un’uscita dalla propria zona di comfort. Si tratta di abbandonare qualcosa di familiare, con tutte le difficoltà emotive che ne derivano. In un certo senso, l’abitudine può trasformarsi in un limite silenzioso, capace di ostacolare il cambiamento anche quando quest’ultimo sarebbe necessario.
Quando cambiare idea richiede tempo: non è un salto, ma un percorso
Va bene, abbiamo capito che cambiare idea non è un processo facile… ma neanche immediato. Si tratta di un processo che si sviluppa nel tempo. Possiamo dire che ad alimentare questa lentezza nel prendere una decisione definitiva derivi anche da segnali, nuove informazioni o dal confronto con delle realtà diverse che contribuiscono a fare emergere una realtà alternativa.
Una ricerca su Indeed, uno dei principali motori di ricerca al mondo lanciato nel 2004, ha dimostrato che su un campione di mille lavoratori italiani, una percentuale del 30% affermerebbe che, potendo tornare indietro, avrebbe modificato le proprie scelte universitarie. Questi dati sono basati soprattutto sulla fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni, mostrando come, la nuova generazione sia molto insoddisfatta sulle strutture lavorative al giorno d’oggi.

Tuttavia, è anche importante evidenziare un aspetto fondamentale: una delle ragioni per la quale cambiare idea sul proprio futuro risulta essere una scelta complessa e largamente ponderata, non deriva solo dalla paura del cambiamento, bensì dal timore di non ritrovare più la stabilità che si aveva precedentemente. Per la maggior parte dei lavoratori, infatti, cambiare idea rappresenta una sfida significativa, in un contesto caratterizzato da difficoltà e da forte competitività.
Si potrebbe dividere il processo di cambiare idea attraverso questi punti:
- Necessità di metabolizzazione interiore: cambiare idea richiede tempo perché bisogna elaborare il passaggio dal “vecchio” al “nuovo” modo di pensare;
- Paura dell’incertezza e del cambiamento: ci si aggrappa alle nuove idee per paura del nuovo, o perché si pensa che non si riesca a gestire una situazione nuova;
- L’attaccamento all’ “ego” e alle certezze: ammettere di voler cambiare idea fa male all’ego, quindi è richiesto un piccolo momento di umiltà per andare oltre al disagio e alla persistenza;
- La necessità di elaborare il “lutto” della vecchia convinzione: dobbiamo abbandonare una parte di noi stessi, della nostra identità, qualcosa che ritenevamo come stabile;
- Resistenza culturale e sociale: in una società frenetica, questa decisione viene più vista come un atto di pigrizia o di debolezza, non di maturità;
- Passaggio attraverso stati emotivi come la tristezza: quando si parla del cambiare idea bisogna attraversare un periodo di tristezza, soprattutto se ci porterà ad una realtà completamente ignota.

Capiamo che nel momento in cui si decide di cambiare idea, sono molte le emozioni che si affrontano e quindi, bisogna anche essere pronti a darsi del tempo per attraversare questo percorso graduale, sano e profondamente umano.
Cambiare idea: ribaltiamo la prospettiva con l’esperienza!
Il percorso del cambiare idea, quindi può avere i suoi pregi? Certo che sì. Quando una persona sta sperimentando questo processo è anche giusto riconoscere una prospettiva diversa: non per forza dobbiamo condannare il cambiamento a una dimensione di incoerenza o di fallimento. Fare esperienza e accorgersi di non appartenere più alle nostre scelte iniziali, ci consente di prendere decisioni più consapevoli e allineate con la realtà.
Quante volte abbiamo sentito storie di persone che cambiavano carriera universitaria? Ad esempio, di individui che da una carriera in ambito medico hanno deciso di mollare le proprie certezze e diventare degli esperti di cucina? Forse, quello che si sottovaluta è proprio questo: il valore dell’esperienza. Il valore dello sperimentare e dare possibilità anche alle proprie passioni di uscire fuori. E quindi, di dare una voce a quello che davvero ci rappresenta.

In un articolo de Il Sole 24 ore viene affrontato proprio il tema del voler cambiare idea, a patto che non si abbia paura di commettere degli errori: cerchiamo ogni giorno conferme di quello che facciamo e solo in seconda battuta, siamo disposti a cambiare il nostro sguardo rispetto alle cose. Tuttavia, è fondamentale accorgersi di questo: cambiare idea non significa per forza sbagliare. E tramite l’esperienza e lo sbaglio, attraversiamo, in realtà, la strada più efficace dell’ apprendimento.
Proprio perché siamo umani, abbiamo davanti a uno spettro sempre più ampio di possibilità. E rivolgendoci ai giovani, è necessario capire che è possibile arricchirsi nel momento in cui vediamo le cose da un’altra prospettiva. Uscire dalla nostra comfort zone ci permette di prendere in mano la nostra vita in maniera concreta e può dipendere solo da noi, da quanto siamo forti nel decidere se “va bene cambiare idea”.
Spesso, nel momento in cui ci chiediamo se cambiare idea sia la cosa giusta da fare, possiamo trovare dei metodi e delle soluzioni che possono lavorare a caso nostro! E magari possiamo chiederci… “Quale sarebbe la cosa peggiore che potrebbe capitare, se per questa volta scelgo me stesso?“
Come superare la paura di cambiare idea: finalmente “gli alberi” si muovono!
Alla luce delle nostre riflessioni, risulta che cambiare idea necessita un vero e proprio processo. Ma anche una volta che accettiamo il cambiamento, bisogna trovare dei metodi per convincersi di star facendo la scelta giusta per noi stessi. Se vi trovate in una fase della vita in cui state cambiando idea, prendete carta e penna, perché questi passaggi possono essere qualcosa di utile da seguire:
- Concentrarsi sui vantaggi: annotare quello che potrebbe andare bene una volta che avviene il cambiamento;
- Coltivare la curiosità: restate sempre aggiornati, leggete giornali, riviste e provate a far caso alle informazioni contrarie. Potrebbero rivelarsi uno spunto da cui ripartire;
- Mettersi in discussione: chiedetevi se le vostre convinzioni vi soddisfano ancora, altrimenti, forse queste sono solo “copioni” scritti da altre persone;
- Confrontarsi con persone aperte: parlare con persone che hanno già affrontato queste esperienze può costituire un’occasione preziosa, di accettazione del proprio cambiamento e di crescita.

Ma soprattutto, è importante giungere a una consapevolezza: non siete soli. Cambiare idea può essere anche un passaggio in cui la solitudine si fa sentire con forza, ma questo non significa che lo siate davvero. Questo momento è necessario per avvicinarci alla nostra autenticità, per ritrovarsi in una versione più sincera di sé stessi.
Ricordare che abbiamo la possibilità di muoverci, che non siamo ancorati alla terra come alberi, ci permette di accogliere il cambiamento e di concederci il diritto di evolvere, senza paura. Cambiare idea è proprio quello che ci farà dire: “Non sono più la stessa persona di prima… e forse va bene così“.





