Università e social media: possono portare al successo o al fallimento?
Ciao a tutti/e e bentornati/e ad un nuovo articolo del blog Thesis 4u, la startup innovativa che mette in collegamento gli studenti e le studentesse con le aziende grazie alle tesi di laurea in azienda.
Se state leggendo questo articolo, probabilmente vi trovate nella vostra stanza, con un telefono in mano, e dopo aver fatto un po’ di sano scrolling su Instagram, Tik Tok, X…Vi siete forse ricordati che la sessione si avvicina? Che è meglio mettere da parte i social e pensare a come scrivere almeno le prime righe della vostra tesi? Che bisogna trovare un equilibrio tra università e social media?
Dopo questa realizzazione, vi sarete ritrovati a mettere il vostro telefono in silenzioso, avrete ripescato i vostri libri e vi sarete resi conto di essere ancora a pagina uno.
Quindi, cosa sarebbe meglio fare a questo punto? L’orologio segna ormai le cinque del pomeriggio, tanto vale continuare a selezionare le foto da postare sul proprio profilo, al resto ci penserete sicuramente domani a mente fresca. Allora, riattivate le notifiche, vi mettete comodi e vi immergete nel mondo di internet. Forse università e social media non possono collaborare in fin dei conti…
A questo punto, a fare il lavoro è proprio il nostro caro amico algoritmo, che ci conosce meglio di chiunque altro. Le immagini che avete davanti sono sempre diverse, dai temi più disparati, che vi catturano immediatamente.
Sembra assurdo vedere prima un video di ricette su “come cucinare la torta di compleanno dei vostri sogni”, e un attimo dopo trovarvi faccia a faccia con notizie provenienti da tutto il mondo. Senza dimenticare che vedere come i vostri amici si divertono mentre voi siete chiusi in casa a “studiare”, non fa altro che far crescere in voi una certa invidia.
Sorge inevitabilmente la cosiddetta “FOMO”, “Fear of missing out”, quindi di essere esclusi e di non rimanere al passo con gli altri. Questo vi fa sentire come se foste voi quelli sbagliati, che dovrebbero rivedere il proprio percorso. Se guardiamo il quadro generale però, le prospettive da analizzare sono moltissime.
E se anche voi siete studenti alla ricerca di qualche spunto sulla tesi, ma non riuscite ad abbandonare totalmente il mondo virtuale dei social, forse questo è il posto giusto in cui continuare il vostro scrolling! Siete pronti a vedere come far coesistere università e social media?
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Università e social media nella pratica: nemici o alleati?
Ormai è risaputo che la maggior parte degli studenti, arrivato il momento della pausa dallo studio, preferisce controllare le notifiche, rispondere ai commenti, guardare qualcosa di divertente su YouTube. La domanda, a questo punto, sorge spontanea. “Quanto possono rendere università e social media sulla performance accademica?”
Prima di addentrarci nel vivo dell’articolo, è necessario fare un breve riferimento a dati derivanti da studi ben precisi, che mettono in evidenza il rapporto tra università e social media:
Numerose ricerche, come ad esempio quelle condotte dallo studio italiano “EYES UP” nel 2025. dell’Università Bicocca di Milano, in collaborazione con l’Università di Brescia, l’Associazione Sloworking e il Centro Studi Socialis, evidenziano una correlazione tra accesso precoce a smartphone/social e un peggioramento delle prestazioni scolastiche.
Questo si traduce in un calo dei voti, maggiore distrazione e lo sviluppo di una possibile dipendenza da Internet. Questi dati trovano eco ulteriormente nei report discussi durante il G7 Istruzione di Trieste, dalle analisi OCSE e dall’UNESCO.
Altre testimonianze a favore giungono dall’altra parte del mondo, nel continente americano. Secondo uno studio nazionale condotto quest’anno, pubblicato sul Journal of American College Health, basandosi sull’analisi di quasi 65.000 giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni, si stimerebbe una media di utilizzo delle piattaforme social di circa 2 ore giornaliere, senza contare i cosiddetti “Heavy users” che arrivano a toccare le 30 ore settimanali.

Quindi a primo impatto, forse i social sarebbero da considerare il maggior nemico dello studente. Un mezzo che risucchia il tempo, che priva i giovani di concentrarsi appieno nelle loro attività accademiche e che porta alla procrastinazione, a una difficoltà nel gestire lo studio dell’università e social media nel loro tempo di utilizzo.
Se da un lato, sono proprio gli smartphone a costituire la causa di questa condizione, dall’altro, strumenti come tablet e computer non dimostrerebbero un’altrettanta influenza negativa sui processi di apprendimento.
Nelle aule, le tipiche lavagne con il gessetto, infatti, hanno cominciato a dare maggiore spazio alle lavagne “LIM”, interattive, con un accesso diretto a internet per un insegnamento guidato attraverso immagini e video.
Quante volte i professori ci hanno insegnato un uso consapevole di queste piattaforme attraverso video educativi e digital learning? Fino a che punto dobbiamo considerare internet come un nemico e non come un potenziale alleato del percorso universitario?
Forse limitarsi a puntare il dito verso i social media accusandoli di essere solo una minaccia, potrebbe non essere la mossa migliore da fare. Se da un lato è vero che un uso estremamente prolungato di queste piattaforme può compromettere il proprio percorso, allora è vero anche il contrario: il nostro studio può trovare aiuto attraverso queste risorse tecnologiche. E quindi, università e social media possono diventare alleati.
Come trasformare università e social media in dei veri e propri alleati digitali
Come ormai già sapete, non tutti gli studenti sono uguali tra di loro; questo implica, che i metodi di studio applicabili si distinguono completamente l’uno dall’altro: c’è lo studente che utilizza il celebre “metodo del pomodoro”, in cui cronometra il suo tempo di studio al fine di concedersi un giusto tempo di pausa, o chi studia in gruppo, e chi preferisce farlo in solitaria durante il cuore della notte e con fin troppi caffè in corpo.
Quello che accomuna tutti gli studenti, però, può sicuramente essere l’utilizzo di internet come strumento di acquisizione dei concetti complessi in modo semplice, attraverso siti che si trasformano in una vera e propria estensione dell’aula universitaria.
E se si cercasse un approccio più umano tra università e social media? Se si volesse confrontare il proprio materiale di studio con uno studente che sta imparando come noi? Questo, infatti, è possibile farlo anche nel mondo digitale!
Proprio qui, giocano a favore nostro le community online tra gli studenti, che condividono appunti, sono disposti a fornire supporto e spiegazioni circa il materiale di studio. Per questo motivo, scenari che vedono lo studente immerso nella ripetizione di concetti tramite una chiamata online, sono diventati una modalità alternativa di apprendimento, che può unire divertimento allo studio.
Se vi siete mai trovati la sera prima di un esame a cercare riassunti o video su YouTube “last minute”, o se per comodità avete cercato documentari su Netflix inerenti all’argomento studiato è anche vero che avete avuto l’idea di sperimentare nuovi metodi di apprendimento che uniscono università e social media, che forse vi hanno consentito di risparmiare del tempo prezioso e che hanno fatto diventare tutta quella montagna di appunti qualcosa di meno minaccioso.

Non collaborano solo università e social media: anche il mondo professionale si addentra in questo contesto tramite diverse app come LinkedIn, che permette di costruire un vero e proprio profilo lavorativo, creare connessioni con aziende e rimanere aggiornati anche sulle nuove proposte lavorative. Ed è soprattutto attraverso i social che le aziende creano una loro immagine e promuovono la propria attività pubblicando annunci.
Con questi esempi comprendiamo come la tecnologia, se utilizzata con consapevolezza, può fornire collaborazione e motivazione. Non è più il nemico, quello che ci minaccia e che ci fa solo procrastinare, anzi, è più un compagno di percorso che oltre ad aprire a nuove competenze e connessioni, ci aiuta a raggiungere il traguardo del successo con più velocità.
Schermo e informazione: l’identità dello studente tra università e social
Come procede lo scrolling? All’interno di questo articolo abbiamo affrontato i lati negativi e i lati positivi del rapporto tra università e social media. Ma se volessimo intraprendere una strada più intricata, sarebbe importante menzionare un aspetto più espressivo, quello che tocca noi studenti nel profondo.
L’aspetto dell’identità. Quello che siamo davvero.
D’altronde, quello che caratterizza l’identità di uno studente universitario non è il solo successo derivante dai voti, ma come vive il proprio percorso di formazione. Si tratta di una fase di transizione: Gli studenti universitari sono in quella fase in cui è ancora presente lo studio e il confronto con i professori, ma che si apprestano a un primo contatto con il mondo esterno e iniziano a dare forma al proprio futuro.
Imparare a bilanciare il proprio tempo, attenzione e creatività significa usare in modo consapevole tutti gli strumenti a disposizione per raggiungere i propri obiettivi. E tra questi strumenti tecnologici si fonda la base per il rapporto tra università e social media.
Ma come ci trasformiamo dietro agli schermi? Cosa succede quando ci prendiamo una pausa dallo studio della sessione? Soffriamo il confronto o la pressione della performance?

La verità è che i social media sono solo parzialmente lo specchio di noi stessi. Sono un posto in cui, a seconda del tipo di profilo, privato o aperto al pubblico, scegliamo cosa mostrare e cosa lasciare fuori: il nostro gusto musicale, i nostri hobby o i traguardi raggiunti, le relazioni che costruiamo e i luoghi che visitiamo. Tutto attraverso un semplice click.
A questo punto, la dinamica diventa più complessa: i social offrono da un lato creatività e libertà, ma dall’altro lato, data la facilità con la quale si riescono a nascondere delusioni e insuccessi, rendono inevitabile il confronto costante con gli altri.
Così come fanno influencer di fama mondiale, che sponsorizzano brand, life styles e che con la propria immagine ottengono un gran numero di incassi, allo stesso modo, noi studenti abbiamo imparato a indossare un nuovo volto. Vogliamo mostrare al mondo che i migliori siamo noi, e gestiamo continuamente la nostra carriera e il nostro tempo per l’università e social media.
E’ una maschera? Una strategia? E’ qualcosa che potrebbe minare i nostri studi? O una nuova forma di creatività?
In questo senso, la cosiddetta era della “rivoluzione social” è la diffusione di un cambiamento radicale nelle strutture sociali, nella comunicazione e nel marketing avvenuto negli ultimi anni, e che ha ridefinito il nostro modo di informarci, relazionarci e persino di lavorare.
Ogni giorno siamo circondati da nuovi trend, da nuovi contenuti che ci tengono incollati allo schermo per ore, e senza accorgercene, entriamo all’interno di un vero e proprio sistema di reti globali vaste e sempre attive. E il mondo dell’università, dove si può collocare in questo contesto?
Questo sistema ci aggiorna in tempo reale su tutto ciò che accade nel mondo e possiamo scegliere di informarci o di ignorare quello che accade. Per questo motivo, anche l’università decide di non rimanere in un ruolo marginale: sempre più spesso, i professori universitari interrompono le proprie lezioni per discutere di attualità, dimostrando come il mondo dell’istruzione sia ormai parte integrante di questo grande sistema informativo in tempo reale.
Lo scrolling verso il successo per l’università e social media
Per riprendere il nostro percorso principale, tra chi vede i social solo come un minaccioso antagonista dello studente, e chi lo vede come la strada verso il successo, cosa potremmo affermare di preciso? Di quale versione dovremmo fidarci?
La risposta è che i social media non sono né gli eroi né gli antagonisti della nostra carriera universitaria. Questi possono portare al successo, ma possono allo stesso tempo determinare la principale causa del nostro insuccesso.
Siamo noi studenti, in primo luogo, che decidiamo come gestire università e social media, quale uso fare di questi strumenti, sia nel loro aspetto positivo, che nel loro aspetto negativo. Ogni giorno decidiamo di scoprire nozioni nuove, di ampliare il nostro orizzonte di possibilità e quindi, ora ci porgiamo la domanda giusta: “Siamo pronti a guidare noi i social media verso il successo?”.
Terminato il vostro scrolling, silenziato per qualche ora le vostre notifiche e messo in pausa quel video, avrete ripreso in mano il vostro documento word, prima completamente bianco, e avrete cominciato a scrivere.





