Ciao a tutti e a tutte bentornati in un nuovo articolo del blog di Thesis 4u, la startup innovativa che mette in collegamento gli studenti e le studentesse con le aziende, grazie alle tesi di laurea in azienda.
Se stai leggendo queste righe, molto probabilmente sei in quella fase della vita universitaria in cui la parola “tesi” non evoca più sogni di gloria e traguardi raggiunti, ma piuttosto un senso di ansia soffocante e notti insonni a fissare il cursore che lampeggia su un foglio Word bianco. E al centro di questo uragano emotivo c’è lui (o lei): il tuo relatore.
Quella figura che dovrebbe essere il tuo mentore, il tuo Yoda accademico, e che invece si è trasformata nel tuo peggior incubo o, peggio, in un fantasma che non risponde nemmeno alle preghiere.
Cambiare relatore di tesi è un pensiero che attraversa la mente di migliaia di studenti ogni anno. Non sei solo e, soprattutto, non sei “sbagliato”. Tuttavia, passare dal pensiero all’azione è un salto nel vuoto che richiede strategia, pelo sullo stomaco e una conoscenza millimetrica delle dinamiche universitarie. In questo articolo da oltre 2000 parole, analizzeremo ogni singolo aspetto di questa decisione, per capire se e come cambiare relatore di tesi senza trasformare la tua laurea in un’odissea infinita.
Prima di capire se ti convenga davvero cambiare relatore di tesi, dobbiamo fare un attimo di “debunking” sulle aspettative. Spesso arriviamo alla fine del percorso triennale o magistrale con l’idea romantica di un professore che ci prende sotto la sua ala, discute con noi di massimi sistemi davanti a un caffè e corregge ogni nostra virgola con amore paterno.
La realtà? I professori sono spesso sommersi da bandi di ricerca, lezioni, esami, scartoffie burocratiche e altri cinquanta tesisti disperati quanto te. Questo non giustifica la maleducazione o il disinteresse, ma serve a darti una prospettiva: il relatore è un supervisore, non un tutor privato. Se il tuo desiderio di cambiare relatore di tesi nasce dal fatto che non ti risponde entro due ore, forse devi ricalibrare le tue aspettative. Se invece il problema è strutturale, allora continua a leggere.
Il primo grande dubbio: Non prenderla sul personale
Quando il rapporto si incrina, la tentazione di sentirsi “vittime” è fortissima. Magari pensi che il prof ce l’abbia con te, che non consideri il tuo lavoro all’altezza o che ti stia deliberatamente ignorando per farti un dispetto. Prima di decidere di cambiare relatore di tesi, devi fare uno sforzo di distacco emotivo.
Nella stragrande maggioranza dei casi, il comportamento del docente non ha nulla a che fare con la tua persona. Esistono diverse tipologie di relatori “difficili” che spingono gli studenti a voler cambiare relatore di tesi:
- Il Fantasma: Non risponde alle email, non c’è mai al ricevimento e sembra essere evaporato nel nulla.
- Il Perfezionista Ossessivo: Ti fa rifare il primo capitolo quindici volte perché non gli piace la spaziatura delle note, impedendoti di avanzare.
- Il Passivo-Aggressivo: Critica tutto quello che fai senza mai darti una direzione chiara su come migliorare.
- L’Indeciso: Potremmo fare X… o forse Y… oppure Z? Vediamo. Ogni volta il progetto cambia direzione. Anche tu, dopo un po’, non sai più qual è la tesi.
- Il Genio Caotico: Brillante, colto… e completamente disorganizzato. Ti suggerisce idee geniali ma poi dimentica di avertele date. Vive nel caos creativo, tu nel caos e basta.
- Il Supervisor a Distanza di Sicurezza: Ti assegna un co-relatore, un dottorando, un tutor… chiunque, tranne lui. È il tuo relatore solo sulla carta. Letteralmente.
- Il Paternalista: Ti tratta come se fossi un bambino alle prime armi, anche se stai facendo un lavoro da professionista. Vedrai quando crescerai nel mondo accademico…”. Peccato che tu voglia solo laurearti.
Riconoscere in quale categoria rientra il tuo professore è fondamentale. Se hai a che fare con un “Fantasma”, potresti scoprire che lavorando in autonomia e presentandoti con il lavoro finito, lui firmerà tutto senza battere ciglio. Se invece hai un “Perfezionista”, cambiare relatore di tesi potrebbe essere l’unica mossa per evitare di laurearti nel 2030.
Il Momento della Verità: Il Colloquio Franco
Hai presente quel nodo allo stomaco che provi ogni volta che devi scrivere una mail al prof? Ecco, devi scioglierlo. Prima di avviare le procedure burocratiche per cambiare relatore di tesi, devi giocare la carta dell’onestà brutale.
Molti conflitti accademici nascono da malintesi comunicativi. Il professore potrebbe pensare che tu sia pigro, mentre tu sei solo bloccato perché non capisci le sue indicazioni. Un colloquio faccia a faccia (o via Teams, se proprio non si può fare altrimenti) può risolvere più problemi di quanto immagini.
Ecco come impostare il discorso se vuoi evitare, o confermare, la scelta di cambiare relatore di tesi:
“Professore, sento che il mio lavoro non sta procedendo con il ritmo giusto. Ho difficoltà a interpretare le sue ultime correzioni e vorrei capire meglio quali sono i suoi standard per poter finire entro la prossima sessione. Cosa posso fare per migliorare la nostra collaborazione?”
Se davanti a questa apertura il professore continua a essere vago, ostile o disinteressato, allora hai la prova definitiva che cambiare relatore di tesi è la scelta più saggia per la tua salute mentale. Non hai fallito tu; è il “match” che non funziona.

Il fattore tempo: Perché lo switch non è per tutti
Qui le cose si fanno serie. Il tempismo è il killer numero uno dei laureandi. Se pensi di poter cambiare relatore di tesi a un mese dalla scadenza della consegna, sei fuori strada. Le università italiane hanno regolamenti rigidi che sembrano scritti da burocrati del diciannovesimo secolo.
Molti atenei impongono che la domanda di tesi venga depositata diversi mesi prima della sessione. Se hai già inserito il nome del relatore nel sistema (come Esse3 o portali simili), modificarlo potrebbe significare saltare automaticamente alla sessione successiva.
Prima di cambiare relatore di tesi, fatti queste domande:
- Quanto manca alla laurea? Se mancano meno di 3-4 mesi, lo switch potrebbe costarti carissimo in termini di tempo.
- Quanti capitoli ho già scritto? Se sei a metà dell’opera, preparati all’idea che il nuovo relatore potrebbe farti buttare tutto.
- Quali sono le scadenze amministrative? Controlla il sito della tua facoltà. Spesso esiste una data ultima oltre la quale non è più possibile cambiare relatore di tesi per la sessione corrente.
Il tempo è la tua risorsa più preziosa. Se decidi di cambiare relatore di tesi, fallo all’inizio, non quando sei già con l’acqua alla gola.
Analisi dei rischi: Il “Lato Oscuro” del cambiamento
Non vogliamo venderti fumo: cambiare relatore di tesi è una manovra rischiosa. È l’extrema ratio, l’ultima spiaggia. Prima di premere il bottone rosso, devi essere consapevole dei pericoli concreti che questa scelta comporta.
Il rischio di ricominciare da zero
Ogni professore ha la sua visione del mondo e, soprattutto, il suo metodo di ricerca. Se passi da un professore di Storia Contemporanea a uno di Storia delle Istituzioni, anche se l’argomento è simile, l’approccio cambierà totalmente. Il nuovo docente potrebbe dirti: “Quello che hai scritto finora non serve a nulla, dobbiamo reimpostare tutto”. Sei pronto a gettare nel cestino mesi di fatica? Se la risposta è sì, perché il vecchio relatore ti rendeva la vita impossibile, allora procedi pure con il cambiare relatore di tesi.
L’ex relatore in commissione
Questa è la paura più grande di ogni studente. In molti dipartimenti, specialmente quelli piccoli o molto specialistici, i professori si conoscono tutti e siedono nelle stesse commissioni di laurea. Esiste la possibilità che, il giorno della tua discussione, il professore che hai abbandonato sia lì, a pochi metri da te, pronto a farti una domanda insidiosa.
Tuttavia, va detto che i professori raramente sono così vendicativi da sabotare una laurea per un cambio di relatore, ma la tensione nell’aria potrebbe essere tagliabile con il coltello. Gestire lo switch con estrema educazione è l’unico modo per minimizzare questo rischio.
La Procedura Formale: Come si fa in pratica?
Se dopo aver pesato pro e contro hai deciso che la tua felicità vale più di un po’ di burocrazia, ecco come devi muoverti per cambiare relatore di tesi senza fare pasticci.
Passo 1: Trova il sostituto
Non lasciare mai la vecchia strada prima di aver trovato quella nuova. Prima di comunicare al tuo attuale prof che vuoi cambiare relatore di tesi, devi avere un “Sì” da un altro docente. Cerca qualcuno che si occupi di temi affini, ma soprattutto qualcuno che abbia la reputazione di essere una persona umana e disponibile. Chiedi feedback ai tuoi colleghi, frequenta i ricevimenti, sonda il terreno.
Passo 2: La comunicazione diplomatica
Una volta trovato il nuovo “capitano”, devi comunicare la decisione al vecchio. Non farlo sparire (ghosting accademico), è da immaturi e pericoloso. Invia una mail formale o chiedi un breve colloquio. Usa la tecnica della “colpa condivisa”:
“Gentile Professore, a seguito di una maturata riflessione sul mio percorso di ricerca, ho deciso di orientare la mia tesi verso un approccio che si discosta dalle tematiche trattate nel suo insegnamento. Per questo motivo, ho concordato con il Prof. X di proseguire il lavoro sotto la sua supervisione. La ringrazio per la disponibilità mostrata finora e mi scuso per l’eventuale disturbo.”
Poche parole, tanta cortesia, zero accuse.
Passo 3: La burocrazia di ateneo
Ora tocca alle scartoffie. Ogni università ha un modulo specifico per cambiare relatore di tesi. Di solito si chiama “Modifica titolo/relatore” o “Domanda di sostituzione”. Potrebbe essere necessaria la firma di entrambi i docenti o solo del nuovo. Informati presso la segreteria studenti: non dare nulla per scontato, perché un modulo non consegnato può bloccare la tua laurea per mesi.
6. Case Study: Quando Cambiare è l’Unica Salvezza
Per darti una visione più concreta, analizziamo due scenari in cui cambiare relatore di tesi non è solo un’opzione, ma un dovere verso te stesso.
Scenario A: Il Relatore Abusivo.
Ci sono docenti che usano il loro potere per umiliare gli studenti, facendo commenti denigratori sulla loro intelligenza o sulle loro capacità. In questo caso, non c’è mediazione che tenga. La tua integrità psicologica viene prima di qualsiasi titolo accademico. Cambiare relatore di tesi è un atto di auto-rispetto. Non permettere a nessuno di spegnere il tuo entusiasmo per lo studio.
Scenario B: L’Incompatibilità Metodologica Totale.
Tu vuoi fare una tesi sperimentale con analisi dei dati, lui vuole una tesi puramente teorica e compilativa. Se dopo mesi non siete riusciti a trovare un punto d’incontro, la tua tesi sarà un mostro di Frankenstein che non piacerà a nessuno dei due. Cambiare relatore di tesi ti permetterà di scrivere un lavoro di cui sei orgoglioso e che potrai difendere con convinzione davanti alla commissione.
7. Come Scegliere il “Nuovo” Relatore per non Sbagliare di Nuovo
Se hai deciso di fare lo switch, l’ultima cosa che vuoi è finire dalla padella nella brace. Per scegliere bene il nuovo docente dopo aver deciso di cambiare relatore di tesi, devi fare un lavoro di intelligence:
- Parla con gli altri tesisti: Sono la tua fonte più attendibile. Chiedi quanto tempo impiega a correggere i capitoli, se è presente, se è un “tagliatore di teste” o se accompagna lo studente fino alla fine.
- Guarda le tesi precedenti: Vai in biblioteca o controlla l’archivio digitale. Che tipo di lavori assegna? Sono argomenti che ti stimolano?
- Valuta la chimica: Durante il primo colloquio, osserva come ti risponde. Ti guarda negli occhi? Ti ascolta o guarda il telefono? Ti dà consigli pratici o parla solo di sé? Se decidi di cambiare relatore di tesi, il nuovo rapporto deve basarsi sulla fiducia reciproca.

8. L’Impatto Psicologico dello Switch: Gestire il Senso di Colpa
Molti studenti provano un profondo senso di colpa nel momento in cui decidono di cambiare relatore di tesi. Si sentono dei traditori o hanno paura di aver fatto un errore madornale.
È importante capire che l’università è un servizio che tu stai pagando (e profumatamente) e la tesi è il culmine del tuo investimento. Hai il diritto di essere seguito in modo professionale. Cambiare relatore di tesi non è un capriccio, è una scelta gestionale. Impara a vedere te stesso come il “project manager” della tua laurea: se un fornitore (il relatore) non consegna il servizio pattuito o lo fa male, è tuo dovere cambiare rotta per portare a casa il risultato.
Questa mentalità proattiva ti servirà tantissimo anche nel mondo del lavoro, dove saper gestire relazioni difficili e prendere decisioni drastiche fa la differenza tra chi subisce gli eventi e chi li guida.
9. FAQ: Domande Frequenti sul Cambiare Relatore di Tesi
Posso cambiare relatore se ho già depositato il titolo?
Sì, ma dovrai presentare un modulo di modifica. Attenzione perché questo potrebbe resettare i tempi di attesa per la laurea.
Il mio vecchio relatore può bocciarmi alla discussione?
No, il relatore non boccia (a meno che tu non faccia scena muta totale). La commissione è composta da più docenti e il giudizio è collegiale. Se la tesi è ben fatta e il nuovo relatore ti sostiene, non hai nulla da temere.
Quanto costa cambiare relatore di tesi?
A livello monetario, solitamente nulla (controlla se ci sono marche da bollo per i nuovi moduli). A livello temporale, il costo può variare da zero a un intero semestre di ritardo.
Devo dare spiegazioni dettagliate sul perché voglio cambiare?
No. Sii generico. “Esigenze di ricerca” è la formula magica che chiude ogni porta senza creare scandali. Non c’è bisogno di dire che pensi che il prof sia un incompetente.

Conclusioni: Verso il Traguardo con Nuova Consapevolezza
Arrivati alla fine di questa lunga disamina, spero che il panorama ti sia più chiaro. Cambiare relatore di tesi non è una passeggiata di salute, ma non è nemmeno la fine del mondo. È un bivio.
Se senti che il tuo attuale percorso ti sta logorando, se la tesi è diventata un peso insostenibile a causa di un rapporto umano o professionale disastroso, allora prendi in mano la situazione. Informati, parla, valuta i tempi e, se necessario, agisci. La laurea è un momento magico, il coronamento di anni di sacrifici: non permettere a un relatore sbagliato di rovinarti il finale.
Ricorda: la tesi passa, ma la tua capacità di autodeterminazione resta. Saper quando è il momento di cambiare relatore di tesi è forse la prima, vera lezione di vita che l’università ti offre fuori dai libri di testo. In bocca al lupo, futuro dottore! La corona d’alloro ti aspetta, con o senza il tuo vecchio relatore.





